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Raid russo su Kiev: almeno 17 morti. Zelensky accusa: “Con più intercettori si sarebbero salvati”

È di almeno 17 morti e 44 feriti il bilancio del massiccio attacco missilistico lanciato dalla Russia contro Kiev e la regione circostante. A renderlo noto è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha puntato il dito contro i ritardi nelle forniture militari occidentali.

“I sistemi di intercettazione missilistica avrebbero potuto salvare la vita delle persone uccise oggi”, ha scritto Zelensky su X, sottolineando come i ritardi o la mancata consegna di queste difese abbiano conseguenze dirette sulle vittime civili.

L’attacco è stato condotto con missili balistici e nella capitale sono state avvertite almeno sei forti esplosioni. Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato l’entrata in funzione della difesa aerea, mentre altri ordigni erano ancora diretti verso la città durante l’allarme.

Nel corso dei bombardamenti è stata colpita anche l’area dell’ospedale pediatrico regionale di Zaporizhzhia. La struttura ha riportato danni alla facciata e alle finestre, ma non si registrano vittime perché bambini e personale sanitario erano già stati trasferiti nei rifugi dopo l’allarme aereo.

TOPSHOT - This photograph shows smoke rising from a warehouse destroyed during massive Russian ballistic missile and drone strikes on the outskirts of Kyiv early on August 5, 2026, amid the Russian invasion of Ukraine. Russian strikes on Ukraine's capital and surrounding region killed at least two people and wounded dozens more, authorities said on August 5, 2026, after fresh overnight missile and drone attacks. (Photo by Roman PILIPEY / AFP)