Nel pomeriggio in Commissione vengono affrontato alcune tematiche riguardanti il mondo della scuola e dell’istruzione. Si comincia dal riferimento del Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura, Teodoro Lonfernini sulla sperimentazione dell’organizzazione del tempo scuola della Scuola Media su cinque giorni settimanali.
Lonfernini apre il dibattito illustrando la relazione della Segreteria di Stato sulla possibile riorganizzazione dell’orario delle scuole medie, chiarendo fin da subito che l’obiettivo non è soltanto modificare il calendario scolastico, ma ripensare il modello educativo sammarinese alla luce delle esigenze degli studenti, delle famiglie e della società. Spiega che il gruppo di lavoro incaricato ha individuato due possibili modelli: il primo prevede la concentrazione delle attività didattiche in cinque mattinate dal lunedì al venerdì, con 30 moduli settimanali e il sabato libero; il secondo mantiene la settimana su cinque giorni ma introduce 32 moduli, con un rientro pomeridiano obbligatorio fino alle 16.30 e la necessità di organizzare anche il servizio mensa. Lonfernini evidenzia che, dopo le valutazioni svolte, la Segreteria di Stato orienta la propria preferenza verso il primo modello, ritenendo che “l’innovazione della scuola non debba essere ricercata necessariamente attraverso un incremento del tempo di permanenza degli studenti negli edifici scolastici, bensì attraverso un ripensamento delle modalità con cui il tempo viene utilizzato”. Sottolinea inoltre che una scuola capace di valorizzare “la progettazione interdisciplinare, la didattica laboratoriale, il lavoro cooperativo e il protagonismo degli studenti può conseguire risultati significativi anche senza aumentare il monte ore obbligatorio”, aggiungendo che la soluzione delle cinque mattinate favorisce un migliore equilibrio tra scuola, famiglia, sport, attività culturali e tempo libero. Il Segretario precisa comunque che non si tratta di una decisione già assunta, ma di un contributo al confronto con la comunità scolastica e politica, ribadendo che “la preferenza espressa dal sottoscritto, dalla Segreteria di Stato e dal team del Dipartimento non intende tuttavia chiudere il confronto né anticipare decisioni”. Nella parte conclusiva del suo intervento rende però esplicito l’orientamento dell’Esecutivo, affermando che “la scelta verso la quale ci siamo orientati, e sulla quale cercheremo e sono sicuro troveremo condivisione, è quella del primo modello, quindi dei cinque giorni settimanali fino alle ore 14, senza prevedere in questa fase un impegno pomeridiano”. Lonfernini spiega infine che l’eventuale introduzione della nuova organizzazione avrebbe carattere sperimentale per un triennio, con possibile avvio dal 2027, giudicandola una soluzione sostenibile e coerente con il più ampio percorso di riforma del sistema scolastico sammarinese.
Carlotta Andruccioli (D-ML) afferma che il suo gruppo non ha preclusioni verso la settimana corta, ricordando che già nella passata legislatura era emersa una preferenza dei genitori per questa soluzione. Invita però a partire dagli obiettivi formativi e non dall’orario: “non credo si debba partire dall’orario per adattare l’offerta formativa, ma fare il percorso inverso”. Chiede quindi di capire concretamente come cambieranno la didattica, i programmi, le discipline e le modalità di insegnamento nel modello da 30 moduli, esprimendo anche qualche perplessità sulla capacità degli studenti di mantenere alta l’attenzione fino alle 14. Emanuele Santi (Rete) concentra invece il proprio intervento sulla verifica del monte ore. Dopo i chiarimenti del Segretario prende atto che il tempo scuola rimane sostanzialmente invariato e osserva che gli studenti “anziché frequentare sei giorni con orario fino alle 13, si passerebbe a cinque giorni con orario fino alle 14, mantenendo sostanzialmente le stesse 30 ore effettive”. Considera questo un elemento positivo, ricordando che la principale preoccupazione di Rete era evitare una riduzione delle ore di lezione, ma ritiene fondamentale approfondire il funzionamento delle compresenze e coinvolgere insegnanti e famiglie nella sperimentazione. Marco Mularoni (PDCS) ringrazia Lonfernini per aver avviato un percorso di rinnovamento atteso da anni e invita a non fermarsi davanti alle inevitabili difficoltà organizzative, sostenendo che il sabato libero potrebbe diventare un’opportunità per attività sportive, culturali ed extrascolastiche. Pur ritenendo interessante anche il modello con il rientro pomeridiano, giudica quello delle cinque mattinate la soluzione più realistica nella fase iniziale della sperimentazione. Sulla stessa linea Barbara Bollini (PDCS) ricorda che già vent’anni fa erano stati gli stessi genitori a chiedere l’eliminazione del sabato. Sostiene che il nuovo impianto non riduce la qualità dell’insegnamento e ritiene che le due ricreazioni previste rendano sostenibile l’orario fino alle 14. A suo giudizio il pomeriggio libero consentirebbe ai ragazzi di dedicarsi con maggiore serenità allo sport, ai compiti e alla vita familiare. Donatella Merlini (PSD) apprezza il lavoro svolto dal gruppo incaricato e considera positiva la scelta di avviare una sperimentazione, pur esprimendo qualche dubbio sulla concentrazione delle lezioni nelle cinque mattinate. Da insegnante osserva che l’ultima ora rischia di essere particolarmente impegnativa per gli studenti, motivo per cui ritiene opportuno verificare sul campo l’efficacia del nuovo modello prima di trarre conclusioni definitive. Anche Giuseppe Maria Morganti (Libera) condivide la direzione intrapresa e si dice favorevole al primo modello, ritenendo che oggi San Marino non disponga ancora delle strutture necessarie per sostenere un vero tempo pieno. Invita però a cogliere questa riforma come occasione per ripensare profondamente la scuola media, superando una visione troppo legata al numero dei moduli. “Se la scuola diventa, nel senso più positivo del termine, anche un luogo in cui si sta bene, in cui ci si diverte imparando, in cui si cresce attraverso esperienze formative, creative e coinvolgenti, allora anche sei ore di permanenza diventano molto più affrontabili”. Per Maria Katia Savoretti (RF) non esiste una contrarietà di principio alla settimana corta, ma occorre valutare con attenzione l’impatto sugli studenti. Evidenzia che il problema non è tanto recuperare le ore del sabato, quanto garantire che nelle ultime ore della mattinata rimanga alta la qualità dell’apprendimento. Apprezza inoltre il metodo adottato dalla Segreteria di Stato, che affronta il tema “in maniera aperta”, senza posizioni precostituite.
Nelle conclusioni il Segretario Teodoro Lonfernini ringrazia tutti gli intervenuti e ribadisce che il confronto resta aperto, ma conferma con chiarezza l’orientamento della Segreteria verso il modello delle cinque mattinate, ritenuto il più semplice da realizzare anche perché le scuole medie non dispongono ancora di una mensa. Spiega che la proposta nasce dal lavoro dei tecnici e del gruppo di studio e assicura che la riforma non ridurrà la qualità dell’insegnamento: “La vera novità sarà rappresentata dalla compresenza e dall’insegnamento integrato”. Il Segretario annuncia infine che l’intenzione è avviare una sperimentazione triennale attraverso un decreto, lasciando la possibilità di apportare eventuali correzioni durante il percorso sulla base dei risultati che emergeranno.
Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini illustra quindi il progetto di riorganizzazione delle figure di sistema e degli staff dirigenziali del Dipartimento Istruzione e Cultura, definendolo una priorità della riforma scolastica. Spiega che l’attuale sistema di selezione delle figure di coordinamento, basato sulla semplice disponibilità dei docenti, è ormai superato e va sostituito con un modello più strutturato e fondato sulle competenze. Presenta quindi il Decreto-Legge n. 97 del 27 luglio 2026, già in vigore, che anticipa alcune misure della riforma istituendo il Servizio Attività Extrascolastiche e Centri Estivi e il Servizio per il Benessere Scolastico, quest’ultimo supportato da un’équipe multidisciplinare composta da psicologo, pedagogista ed educatore sociale. Il coordinamento dei nuovi servizi sarà affidato a figure di sistema selezionate tra i docenti di ruolo attraverso una procedura dedicata. Lonfernini sottolinea che si tratta del primo passo di un più ampio riassetto organizzativo, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta educativa e migliorare la capacità della scuola di rispondere ai bisogni di studenti e famiglie.
Nel finale il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini aggiorna la Commissione sull’attuazione dell’ordine del giorno dedicato all’utilizzo dei social network e dei dispositivi digitali da parte dei minori, definendo la trasformazione digitale una delle principali sfide educative del presente. Richiamando i dati dell’indagine sul benessere degli adolescenti sammarinesi e dello studio internazionale dell’Organizzazione mondiale della sanità, evidenzia come l’uso dei social comporti opportunità ma anche rischi, tra cui cyberbullismo, ricerca di approvazione online e ripercussioni sulla qualità del sonno. Lonfernini ricorda che San Marino dispone già di strumenti per contrastare bullismo e cyberbullismo, ma sottolinea la necessità di aggiornare costantemente le politiche educative. Guarda con interesse alle esperienze avviate in diversi Paesi europei e in Australia. Ribadisce infine che l’obiettivo non è vietare l’accesso al mondo digitale, ma promuovere un utilizzo più consapevole delle tecnologie attraverso una collaborazione tra scuola, famiglie, istituzioni e comunità educante.
