La CSdL torna a sollevare il tema dei contributi previdenziali non versati all’Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS), evidenziando la presenza di migliaia di soggetti inadempienti e le ricadute economiche sul sistema previdenziale e sulla collettività. Il sindacato richiama anche il dibattito pubblico organizzato il 9 luglio, dedicato proprio all’analisi del fenomeno e alle possibili azioni di contrasto.
“La CSdL è intervenuta più volte in merito ai contributi non versati all’ISS. Il 9 luglio scorso sono stati convocati tutti i Quadri Sindacali per una specifica giornata formativa, informativa e di discussione, estesa alla cittadinanza, con alcuni interlocutori che hanno un ruolo attivo nel contrasto a questo odioso fenomeno, che non accenna a diminuire”, si legge nel comunicato. Il sindacato ricorda inoltre che “il dibattito è stato anticipato dalla illustrazione dei dati e della evoluzione normativa” e che lo studio completo è consultabile sul sito della CSdL.
Secondo quanto riportato, dai bilanci dell’ISS emerge che i crediti di dubbia esigibilità, ossia quelli non riscossi entro tre anni dalla scadenza e privi di piani di rientro, ammontano mediamente a circa un milione di euro all’anno negli ultimi dieci anni. A questi si aggiungono le somme legate ai fallimenti definitivamente archiviati, non più recuperabili. Il comunicato evidenzia inoltre che tra il 2015 e il 2024 il Fondo Comune Riserva di Rischio ha coperto circa 3,67 milioni di euro per garantire i lavoratori dipendenti coinvolti nei fallimenti aziendali. “Si tratta di risorse che i contribuenti onesti hanno versato in solidarietà verso le vittime di quelli disonesti”, sottolinea la CSdL.
Particolarmente rilevante, secondo il sindacato, è la situazione della Gestione Separata, dove risultano quasi 2.600 soggetti inadempienti. “Si tratta prevalentemente dei contributi dovuti sui compensi percepiti dagli amministratori delle società, oltre 2.000 dei quali non sono residenti a San Marino”, afferma il comunicato. La CSdL osserva che queste persone non matureranno il corrispondente trattamento pensionistico, ma sottolinea come il fenomeno rappresenti comunque un grave problema di rispetto della normativa e comporti costi per le attività di recupero svolte dall’ISS e da Banca Centrale.
Il comunicato richiama anche la situazione dei lavoratori autonomi, evidenziando che circa un centinaio, su circa 1.600, non versa i propri contributi previdenziali. Anche in questo caso, il sindacato ricorda che il mancato versamento comporterà assegni pensionistici più bassi, ma osserva che i residenti continueranno comunque a beneficiare dello Stato sociale finanziato dalla fiscalità generale. “Evidentemente, è passato il messaggio che a San Marino è facile farla franca, almeno per i contributi”, afferma la CSdL, aggiungendo che “lo schiaffo ai contribuenti onesti è doppio”.
All’incontro del 9 luglio hanno preso parte Stefano Canti, Segretario di Stato per la Giustizia, la Previdenza e la Famiglia, Emanuele Santi, capogruppo consiliare di RETE, Marina Urbinati, presidente dell’USC, ed Enzo Merlini, segretario generale della CSdL.





