Avrebbe denunciato il furto della propria moto per nascondere i danni riportati durante un incidente in pista. Per questo il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Rimini ha condannato un 49enne, meccanico e costruttore di moto da corsa, a un anno e 10 mesi di reclusione al termine del rito abbreviato. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. La difesa, affidata all’avvocato Leanne Arceci, ha già annunciato che presenterà appello.
Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo aveva preso una BMW S1000RR in leasing e, dopo averla danneggiata durante una giornata in pista, aveva deciso di denunciare un falso furto per coprire quanto accaduto. Nel corso del procedimento lo stesso imputato ha ammesso di aver architettato il piano per nascondere l’incidente.
A far emergere la presunta messinscena sono stati gli accertamenti delle forze dell’ordine. Grazie al Targa System, gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti del furgone sul quale, secondo la denuncia, si trovava la moto, escludendo che il furto fosse avvenuto nelle modalità raccontate.
Oltre alla simulazione del furto, al 49enne erano contestati anche la simulazione di reato e la sostituzione del numero di telaio di una moto di provenienza illecita con quello di un altro motociclo regolarmente immatricolato, così da impedirne l’identificazione. Il Gup lo ha riconosciuto colpevole di tutti i capi d’imputazione, infliggendo la pena complessiva di un anno e 10 mesi di reclusione.





