Frontalieri, la CSdL: “Le deduzioni SMAC non si trasformano in un pari aumento dell’Irpef in Italia”

da | 11 Giu 2026

La CSdL ha pubblicato una serie di simulazioni dedicate ai lavoratori frontalieri residenti in Italia per illustrare gli effetti delle deduzioni fiscali legate alla SMAC e delle modifiche introdotte dalla normativa fiscale italiana nel 2025.

Secondo il sindacato, l’analisi consente di comprendere in modo più chiaro l’impatto delle nuove regole sul rapporto tra le imposte versate a San Marino e quelle dovute in Italia, pur precisando che non è stato possibile includere nelle simulazioni le addizionali regionali e comunali italiane, che dipendono da variabili individuali e si applicano soltanto in presenza di un’Irpef netta positiva.

La CSdL evidenzia come i dati confermino una posizione sostenuta già durante il confronto sulla riforma dell’IGR. “Le simulazioni mettono in evidenza ancora una volta la veridicità di quanto sostenuto in occasione della vertenza relativa alla riforma IGR, quando affermavamo che, fino a quasi 35.000 euro lordi più TFR non si pagano saldi IRPEF e, quindi, ogni maggiore imposta pagata a San Marino non è recuperabile o, comunque, solo in parte”, afferma il sindacato.

Nel documento vengono spiegati anche i meccanismi del Trattamento Integrativo (T.I.) e della Somma Che Non Concorre Al Reddito (S.C.N.C.A.R.), strumenti che possono determinare rimborsi fiscali a favore dei contribuenti italiani al momento della dichiarazione dei redditi.

Per i redditi superiori a 35.000 e 40.000 euro lordi più TFR, le simulazioni evidenziano che non spettano più tali benefici, sostituiti però da una detrazione aggiuntiva di mille euro annui. Viene inoltre ricordato che, per i frontalieri che lavorano a San Marino, il reddito imponibile dichiarato in Italia beneficia della franchigia di 10.000 euro prevista dalla normativa vigente.

Uno degli aspetti principali sottolineati dalla CSdL riguarda proprio il rapporto tra le deduzioni ottenute grazie alle spese effettuate con la SMAC e il credito d’imposta riconosciuto dal fisco italiano. Secondo il sindacato, “le minori imposte IGR dovute alle deduzioni fiscali per le spese SMAC non comportano un equivalente maggior saldo IRPEF, per effetto del fatto che il credito d’imposta che si può vantare con la dichiarazione dei redditi in Italia è parziale e variabile in base al reddito”.

La questione è attualmente oggetto anche di un contenzioso giudiziario. La CSdL ricorda infatti che risulta pendente un ricorso davanti alla Corte di Cassazione italiana relativo proprio al riconoscimento del credito d’imposta. Nei primi due gradi di giudizio l’Agenzia delle Entrate è risultata soccombente e i giudici hanno stabilito che il credito dovrebbe essere riconosciuto integralmente.

“Qualora la sentenza definitiva confermasse questa impostazione, per i lavoratori frontalieri soggetti comunque a saldo IRPEF, i benefici delle deduzioni SMAC verrebbero annullati”, osserva il sindacato.

Nonostante questo scenario, la CSdL rinnova l’invito a utilizzare sempre la carta SMAC per tracciare gli acquisti effettuati sul territorio sammarinese. “Ancorché obbligatorio, invitiamo nuovamente tutti a pretendere la tracciatura con la SMAC di tutti i consumi effettuati nel territorio sammarinese”, afferma la Confederazione, ricordando inoltre ai lavoratori la possibilità di rivolgersi agli uffici sindacali per il calcolo e l’eventuale richiesta di rimborso delle spese sostenute nel corso del 2025.

Per il sindacato, le simulazioni rappresentano uno strumento utile per consentire ai frontalieri di valutare in modo più consapevole gli effetti delle recenti modifiche fiscali e comprendere come incidano sul carico tributario complessivo tra San Marino e Italia.

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati