Duro intervento di Domani Motus Liberi dopo l’ennesimo rinvio del dossier relativo all’Accordo di Associazione tra San Marino e l’Unione Europea. In una nota diffusa giovedì 11 giugno, il movimento sostiene che quanto accaduto non possa essere considerato una semplice questione tecnica e chiede al Governo di chiarire pubblicamente le ragioni dello stallo.
“L’ennesimo rinvio del dossier relativo all’Accordo di Associazione tra San Marino e Unione Europea non può essere liquidato come una semplice questione tecnica” afferma Dml, ricordando che per mesi si era parlato di una conclusione ormai imminente del percorso. Secondo il movimento, il Paese si trova invece “ancora una volta di fronte a uno stallo e a una crescente incertezza”.
Nel comunicato viene ribadita una posizione già espressa in passato. “Noi abbiamo sempre ritenuto che il futuro di San Marino dovesse basarsi su un ampio e condiviso progetto di sviluppo e non abbiamo mai creduto che l’Accordo di Associazione potesse sostituirsi a tale progettualità nella risoluzione dei problemi della Repubblica”. Dml riconosce che l’intesa con Bruxelles avrebbe potuto rappresentare uno strumento strategico “se adeguatamente negoziato”, ma sottolinea di aver sempre richiesto maggiore chiarezza sugli effetti dell’accordo. “Risposte complete e puntuali, però, non sono mai arrivate”.
Il movimento punta quindi il dito contro la maggioranza, accusata di aver fatto dell’Accordo il principale obiettivo politico della legislatura. “È stata invece questa maggioranza a fare dell’Accordo di Associazione il fulcro della propria azione politica, presentandolo come la chiave dello sviluppo del Paese. Per questo oggi non può sottrarsi alle proprie responsabilità”. Secondo Dml, i continui rinvii e le problematiche emerse nelle ultime settimane, comprese quelle collegate alla Bulgaria e al caso Starcom, sollevano “interrogativi politici e sistemici molto seri”.
Un passaggio della nota riguarda anche la gestione delle questioni legate all’arbitrato internazionale. Dml sostiene che la Repubblica debba affidarsi “alle migliori competenze disponibili e a professionisti con comprovata esperienza nel settore”, aggiungendo che le scelte sulla tutela degli interessi del Paese “non possono essere in nessun modo improvvisate, né condizionate da logiche di appartenenza, vicinanza o rapporti personali, ma devono rispondere esclusivamente all’interesse generale”.
Nel mirino finisce direttamente il Segretario di Stato per gli Affari Esteri. “Per mesi il Segretario di Stato Luca Beccari ha rassicurato il Paese sull’andamento del percorso europeo, sostenendo che i rallentamenti fossero legati esclusivamente ad aspetti tecnici”. Oggi, secondo il movimento, starebbe emergendo “un quadro nel quale esistevano criticità e tensioni che non sono state condivise con chiarezza né con il Consiglio Grande e Generale né con la cittadinanza”.
Dml respinge inoltre qualsiasi confronto con la precedente legislatura. “Nessuno può nascondersi dietro il paragone con la precedente legislatura. Allora il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi fu condizionato da eventi straordinari e imprevedibili come la pandemia e la guerra”. Per il movimento, la situazione attuale riguarda invece “scelte politiche e responsabilità precise”.
Nella parte finale del comunicato il movimento parla di una “pesante smentita della narrazione costruita in questi anni dai principali protagonisti sostenuti dalla maggioranza” e chiede spiegazioni pubbliche. “Se l’Accordo di Associazione era davvero il principale obiettivo politico di questa legislatura, oggi è la maggioranza a dover spiegare ai cittadini che cosa stia accadendo e quali conseguenze tutto questo potrà avere per il futuro della Repubblica”. Da qui la richiesta diretta: “Il Segretario Beccari riferisca con chiarezza al Paese quali siano le reali criticità che stanno rallentando il percorso dell’Accordo e perché tali problematiche siano emerse soltanto quando non era più possibile ignorarle”.
“San Marino merita trasparenza, verità e responsabilità politica” conclude Domani Motus Liberi, sostenendo che chi ha governato e sostenuto questa linea politica debba ora assumersi le conseguenze della situazione che si è venuta a creare.





