Repubblica Futura interviene nel dibattito sullo screening mammografico dopo le recenti polemiche nate attorno alla possibile revisione della frequenza degli esami di prevenzione del tumore al seno. Al centro delle preoccupazioni vi è l’ipotesi che, per esigenze di contenimento della spesa sanitaria, si possa passare dall’attuale cadenza annuale delle mammografie a quella biennale.
Il movimento prende spunto dalla lettera pubblicata nei giorni scorsi da una cittadina operata al seno e sottolinea come il modello adottato a San Marino abbia finora garantito risultati particolarmente positivi sul fronte della prevenzione. Per questo, secondo Repubblica Futura, sul tema servono “risposte precise agli interrogativi che sono stati sollevati”, evitando “rassicurazioni retoriche, risposte formali e svianti”.
Nel comunicato vengono chiamate in causa le dichiarazioni del Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie dell’ISS, Alessandro Bertolini, che avrebbe precisato come nessuna decisione definitiva sia stata assunta. Repubblica Futura chiede però di chiarire se sia vero che all’Unità Operativa di Radiologia sia stato assegnato un obiettivo di budget che contemplava il passaggio dello screening mammografico da annuale a biennale.
“Una cosa è certa: un obiettivo di budget, che nessuna seria dirigenza pone pour parler, è già una decisione presa”, sostiene il movimento, che chiede inoltre di sapere se le analisi sui risultati ottenuti dallo screening annuale siano state effettuate prima o dopo l’indicazione degli obiettivi di contenimento della spesa.
Repubblica Futura esprime inoltre preoccupazione per le possibili conseguenze di una riduzione della frequenza degli esami, evidenziando come in Italia il modello biennale abbia spesso portato molte donne a ricorrere a controlli nella sanità privata tra una mammografia e l’altra. Nel documento viene inoltre ricordato che, secondo le informazioni raccolte da professionisti del settore, le moderne mammografie comportano livelli molto bassi di esposizione alle radiazioni.
Il movimento allarga poi il ragionamento alla situazione generale della sanità sammarinese, criticando quella che definisce una fase di incertezza gestionale. In particolare viene citata la proroga dell’interim alla Segreteria di Stato per la Sanità affidato a Marco Gatti, con Repubblica Futura che si interroga sulla possibilità di seguire contemporaneamente due dicasteri particolarmente complessi come Finanze e Sanità.
La conclusione del comunicato è netta: la tutela della salute deve restare una priorità e qualsiasi eventuale modifica ai protocolli di prevenzione deve essere accompagnata da massima trasparenza, dati scientifici condivisi e un confronto aperto con i professionisti del settore.





