“Politica estera arrendevole e genuflessa”: Pro San Marino, I Capifamiglia e Ps attaccano il Governo sull’Accordo Ue

da | 11 Giu 2026

Nuovo affondo politico sull’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione Europea. In un comunicato congiunto, Pro San Marino, I Capifamiglia e il Partito Socialista intervengono dopo il mancato via libera registrato nella riunione del Coreper del 10 giugno, sostenendo che lo stallo rappresenti un ulteriore segnale delle criticità che, a loro giudizio, caratterizzano la gestione della politica estera sammarinese.

I tre movimenti ricordano che, dopo i precedenti rinvii registrati fino all’8 giugno, “si aggiunge il nuovo nulla di fatto decretato in occasione del COREPER del 10 giugno”. Secondo quanto riportato nella nota, “la Bulgaria ha ribadito il veto a procedere anche nella ulteriore riunione del 10 giugno 2026”, nonostante il tentativo della presidenza cipriota di portare la questione all’attenzione del Coreper.

Nel comunicato viene sostenuto che la situazione sarebbe collegata “alla tentata compra-vendita della Banca di San Marino e alla posizione della politica estera sammarinese”, definita dai firmatari come “una politica estera poco dignitosa, arrendevole e genuflessa nei confronti degli organismi dirigenti dell’Unione Europea”.

Particolarmente critico il giudizio sulla richiesta di entrata in vigore provvisoria dell’Accordo. Secondo i tre movimenti, “ora San Marino, in modo inappropriato, ha invocato addirittura l’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo, rinunciando ad ogni potere contrattuale e sposando l’inerme posizione di attesa delle decisioni altrui che da mesi ormai ci caratterizza”. Nella nota si evidenzia inoltre il rischio che, anche in caso di superamento dell’attuale fase di stallo, l’intesa debba successivamente affrontare il percorso di ratifica nei singoli Stati membri dell’Unione Europea. “Sarebbe un vero disastro, perché la natura mista dell’accordo imporrebbe l’unanimità dei Paesi aderenti all’U.E.”, affermano i firmatari.

Non manca una critica al lungo percorso negoziale che ha portato alla definizione dell’Accordo. “Viene da chiedersi, se ancora oggi si discute sulla natura dell’Accordo cosa è stato trattato in tutti questi anni?” si legge nel comunicato. I tre movimenti aggiungono: “Quando si è chiuso il negoziato, nell’inverno del 2023, di che cosa avevano parlato i nostri negoziatori se ancora oggi, 2026, alla vigilia del 2027, non sappiamo con certezza se l’Accordo è misto o di semplice competenza della Commissione U.E.?”.

La nota prosegue con un duro giudizio sull’operato dell’attuale maggioranza, sostenendo che “l’aleatorietà della politica estera sammarinese di questi ultimi anni è ormai più che evidente” e che “oggi la Repubblica di San Marino è esposta a danni di immagine e di credibilità percepiti ovunque”. Viene inoltre contestata quella che i firmatari definiscono “la narrativa della Segreteria di Stato adottata in questi anni”, che a loro giudizio “fa acqua da tutte le parti”.

Un passaggio è dedicato anche al tema della partecipazione popolare. Secondo Pro San Marino, I Capifamiglia e Partito Socialista, la trattativa sarebbe stata condotta “lontano dai cittadini che non hanno ricevuto la dovuta, costante e puntuale informazione in corso d’opera”. Da qui la critica alla scelta del Governo e della maggioranza di non sostenere un referendum sull’Accordo, ritenendo che i cittadini dovessero essere chiamati a esprimersi direttamente sul tema.

Nella conclusione del documento i tre gruppi ribadiscono la propria contrarietà all’intesa con Bruxelles e annunciano ulteriori iniziative politiche. “I nostri Gruppi, che hanno trovato nella difesa dell’identità e della sovranità di San Marino il comune denominatore, continueranno, anche con nuove iniziative, nella loro battaglia tesa a denunciare i pericoli che la nostra Repubblica correrà nell’accondiscendere ad un accordo che impone di accogliere da subito migliaia di norme, leggi e raccomandazioni europee e ogni futura normativa eventualmente prodotta dall’U.E.”.

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