Cohousing, un modello da portare a San Marino: “Può contrastare solitudine ed emarginazione”

da | 20 Mag 2026

Un’esperienza abitativa fondata su condivisione, inclusione e aiuto reciproco, che potrebbe diventare una realtà anche nella Repubblica di San Marino. È il modello del cohousing, al centro della visita-studio promossa dalla Segreteria di Stato per il Territorio che ha portato una delegazione sammarinese a conoscere da vicino le strutture “Ecosol” di Fidenza e “Il Fragolone” di San Lazzaro di Savena.

Tra i partecipanti anche il presidente FUPS-CSdL Elio Pozzi, che sottolinea il valore dell’esperienza: “Da questi progetti concreti possiamo imparare molto per costruire qualcosa di simile anche a San Marino”.

Il cohousing non significa condividere lo stesso appartamento, ma vivere in abitazioni autonome all’interno di un contesto progettato per favorire socialità, solidarietà e collaborazione quotidiana. Ogni famiglia o persona mantiene i propri spazi privati, ma utilizza insieme agli altri residenti servizi comuni, aree verdi, spazi per attività sociali e momenti di condivisione.

Le realtà visitate mostrano soluzioni differenti ma accomunate dalla stessa filosofia: lavanderie condivise, luoghi dedicati agli incontri, orti comuni e ambienti aperti anche al quartiere circostante. Un modello che punta anche allo scambio tra generazioni, con anziani e giovani che possono aiutarsi reciprocamente, condividendo competenze, tempo ed esperienze.

Tra gli elementi centrali anche l’accessibilità, con spazi pensati per accogliere persone con disabilità e favorire autonomia e inclusione, grazie all’assenza di barriere architettoniche e alla presenza di una rete di sostegno costruita dalla stessa comunità abitativa.

Per Pozzi, però, un eventuale progetto sammarinese richiederebbe una forte collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini. “Lo Stato dovrebbe mettere a disposizione gli spazi e definire le condizioni, mentre il privato sarebbe chiamato a investire nelle strutture. Le famiglie interessate potrebbero invece organizzarsi in forma cooperativa per acquistare gli alloggi”.

L’obiettivo va oltre la semplice abitazione: creare una risposta concreta a fenomeni sempre più diffusi come solitudine, isolamento sociale e fragilità, rafforzando i rapporti di vicinato e costruendo comunità più solidali e inclusive.

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