La magistratura sammarinese ha reso pubblici oltre 3.000 documenti dell’inchiesta sulla tentata scalata a Banca di San Marino e sul cosiddetto “piano parallelo”, permettendo di chiarire meglio il quadro delle accuse e i nomi delle persone coinvolte.
Il primo filone investigativo, – stando a quanto riportato da SAN MARINO RTV – riguarda ipotesi di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio. In questo ambito risultano indagati Andrea Del Vecchio, la moglie Marina Manduchi, il figlio Alessandro Manduchi Del Vecchio, il finanziere bulgaro Assen Christov, la società Ibc srl – ritenuta possibile veicolo di una tangente da 500 mila euro – e San Marino Group Spa.
Un secondo filone, legato al presunto “piano parallelo”, ipotizza invece reati più gravi come attentato contro l’integrità dello Stato e minacce all’autorità. In questa parte dell’indagine compaiono ancora i coniugi Del Vecchio-Manduchi, Christov, insieme a Silvia Rometti e Federico Cerbella. Il commercialista Franco Norri è indagato per falsa testimonianza e, con Natale Arcuri, anche per favoreggiamento.
Gli investigatori hanno ricostruito la vicenda attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo gli inquirenti, l’obiettivo sarebbe stato quello di ottenere l’archiviazione dell’inchiesta avviata a luglio e la restituzione delle somme sequestrate, così da poter rilanciare l’operazione di acquisizione di quote dell’istituto bancario. In questo contesto viene citato anche un incontro a Roma tra Del Vecchio e Christov l’11 gennaio, avvenuto dopo un viaggio a Tenerife dei coniugi tra il primo e il secondo arresto.
Dalle conversazioni emergerebbero inoltre pressioni mediatiche e politiche, in Italia e nella stessa San Marino, oltre a tentativi di colpire alcune figure istituzionali attraverso campagne diffamatorie e presunte fake news. In alcune intercettazioni, riportano gli atti, si arriverebbe perfino a evocare possibili aggressioni fisiche contro i magistrati titolari dell’indagine.




