Caso Bulgari, DEMOS sollecita indagini rapide e responsabilità istituzionali

da | 10 Feb 2026

Alla luce delle recenti indagini su un presunto piano parallelo volto a mettere in difficoltà la Repubblica di San Marino nel suo percorso verso l’Europa, DEMOS è intervenuta con un comunicato ufficiale per chiarire la propria posizione e prendere le distanze dai fatti emersi. Il movimento afferma di ritenere “doveroso intervenire per chiarire la propria posizione e stigmatizzare quanto emerso”.

Nel documento, DEMOS dichiara di schierarsi “a fianco delle istituzioni sammarinesi” e ribadisce “il proprio pieno sostegno alle istituzioni della Repubblica di San Marino, con particolare riferimento al Tribunale, che rappresenta il baluardo della legalità e della trasparenza nel nostro Paese”. Allo stesso tempo, viene avanzata la richiesta che le indagini siano condotte “con la massima celerità possibile”, rendendo pubblico “il quadro probatorio e i nomi degli indagati nel più breve tempo possibile”.

Secondo DEMOS è “indispensabile evitare che il Paese si ritrovi in un clima di caccia alle streghe, come già accaduto in passato, con gravi danni per la coesione sociale e l’immagine internazionale della Repubblica di San Marino”. Il movimento sottolinea che “solo una gestione rapida e trasparente delle indagini può scongiurare il ripetersi di tali errori”.

Il comunicato evidenzia inoltre che “la portata di queste indagini va oltre la dimensione giudiziaria” e che esse pongono “questioni politiche di estrema importanza che non possono e non devono essere sottovalutate”. DEMOS chiede quindi di affrontare apertamente “il dato politico derivante da tali eventi, senza cercare di minimizzare o eludere responsabilità”.

Un passaggio specifico è dedicato al cosiddetto “affare bulgaro”, che secondo il movimento sarebbe stato gestito “con evidenti implicazioni politiche dalla maggioranza e, in particolare, dalla Democrazia Cristiana”. DEMOS richiama il tema della gestione delle Banche di Territorio Sammarinesi, definite “da sempre soggette a influenze politiche”, affermando che “la maggioranza e la Democrazia Cristiana devono assumersi le proprie responsabilità politiche”.

Nel testo viene citata la decisione di abolire la legge sulle fondazioni bancarie, scelta che “ha aperto la strada alla vendita della Banca di San Marino alla Starcom Holding”. Decisioni di questo tipo, secondo DEMOS, “non possono essere trattate come semplici errori tecnici o amministrativi” poiché “rappresentano una chiara compromissione degli interessi del Paese”.

Il movimento avverte che le conseguenze della vicenda “rischiano di compromettere gravemente il percorso di associazione europea della Repubblica di San Marino”, già segnato da “una crescente crisi di fiducia verso il sistema Paese”. Una crisi che, si legge nel comunicato, avrebbe “un preciso responsabile politico, che non può essere ignorato”.

Di fronte a quello che viene definito “un evidente fallimento”, DEMOS ritiene “indispensabile un atto di responsabilità da parte di chi ha governato il Paese fino ad oggi”. La situazione imporrebbe che “molti rappresentanti facciano un passo indietro, a partire dal Governo”, poiché “solo un ritiro responsabile, coordinato e finalizzato all’interesse della Repubblica potrà restituire credibilità e fiducia alla nostra comunità”.

Il comunicato rileva infine che “sono ormai passati quattro mesi dalla prima indagine, e ad oggi non sono stati resi noti i nomi dei soggetti coinvolti, né si sono registrate dimissioni”, sottolineando come la situazione abbia “raggiunto proporzioni insostenibili”. Per questo motivo, secondo DEMOS, “il Tribunale, il Consiglio e tutte le istituzioni coinvolte devono fare sistema e agire con la massima rapidità per accertare responsabilità giuridiche e politiche”.

In chiusura, il movimento afferma che “continuerà a vigilare e a lavorare affinché la verità emerga” e ribadisce “la necessità di un referendum confermativo per l’accordo di associazione”, sostenendo che “solo con un sano, serio e sereno confronto democratico” la Repubblica potrà riaffermare la propria affidabilità nel rispetto degli standard internazionali.

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