Intervento di Guerrino Zanotti (Libera) nella seduta del Consiglio Grande e Generale del 15 aprile 2026.
Guerrino Zanotti (Libera): Anche io non sono solito farlo, ma tengo a porgere un ringraziamento alle Loro Eccellenze per il loro intervento, che è stato di altissimo profilo e che credo l’aula intera abbia accolto con molto favore, perché contiene riferimenti, sollecitazioni e riflessioni su quello che oggi è un tema di strettissima attualità, cioè la necessità di ribadire l’importanza di una rinnovata democrazia che purtroppo viene sempre più spesso calpestata, non tanto a livello locale, dove forse non è il nostro caso, ma sicuramente a livello internazionale, dove si registrano episodi e attentati alla democrazia sempre più frequenti. L’esempio più evidente è quello della violazione del diritto internazionale, che ha portato alla prevaricazione e allo scoppio di conflitti, in particolare in Medio Oriente. Queste situazioni di difficoltà si riflettono anche su di noi come Repubblica, perché i risvolti economici incidono sulla vita quotidiana dei nostri concittadini, mettendo ancora più in difficoltà persone e nuclei familiari che già vivevano in condizioni precarie. Per questo le sollecitazioni al Governo non sono arrivate soltanto dall’opposizione, ma anche dalla nostra forza politica, che nelle sedi opportune, anche in Commissione nella scorsa settimana, ha chiesto con forza un interessamento e un coinvolgimento dell’Esecutivo per dare risposte concrete alla situazione di difficoltà che molte famiglie stanno vivendo. Noi riteniamo che, al di là delle misure già messe in campo, come il potenziamento della SMAC per contrastare il caro carburanti e l’annunciata riproposizione del prezzo fisso dell’energia nelle bollette, sia necessario un piano complessivo che possa quantomeno rassicurare quelle fasce di popolazione che oggi vivono con maggiore difficoltà questa fase. In questo senso auspichiamo che a breve il Governo intervenga con un’azione complessiva che chiarisca le proprie intenzioni e le strategie per affrontare questa situazione. Non sono solito intervenire sul tema della giustizia, perché non me ne sono mai occupato direttamente e non ho partecipato agli organismi consiliari competenti, ma di fronte alle sollecitazioni e agli accadimenti che tutti abbiamo avuto modo di vedere e leggere, ritengo importante esprimere una posizione che non è solo personale ma rappresenta anche il gruppo di Libera. Prendo atto della dichiarazione letta dal Segretario Canti in merito alle sentenze della CEDU e credo sia necessaria grande cautela quando si affrontano temi di questo tipo, ribadendo la nostra ferma convinzione nel sostenere un organismo che riteniamo fondamentale anche in vista del percorso di associazione con l’Unione Europea, perché è indispensabile riconoscersi negli organismi che da essa derivano. Al di là delle diverse posizioni dei gruppi consiliari sulla riforma della giustizia, che ha generato forti contrapposizioni e che rappresentava probabilmente un passaggio necessario rispetto alla precedente fase amministrativa, oggi siamo chiamati a confrontarci con un dato di fatto: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato la Repubblica di San Marino per violazione dei diritti umani. Questo è un elemento che deve interrogarci profondamente sull’applicazione dei dispositivi introdotti con la riforma e non credo sia utile mettere in discussione l’autorevolezza o le competenze della CEDU per sostenere le nostre posizioni. Di fronte a un fatto così rilevante, è invece necessario riflettere su come viene amministrata la giustizia alla luce della riforma. Tengo anche a precisare, per quanto riguarda la ricusazione del giudice che rappresenta la Repubblica di San Marino presso la CEDU, che Libera, e credo anche la maggioranza, non erano a conoscenza di questa decisione. Ritengo che, fino a prova contraria, il giudice debba avere il nostro pieno sostegno, essendo stato nominato per rappresentare il Paese, e non credo che la sua presenza o assenza abbia inciso sull’esito finale, considerando che la sentenza è stata adottata all’unanimità. Pertanto, anche qualora fosse stato presente, la sua posizione sarebbe stata una voce tra le altre all’interno della Corte. In conclusione, ciò che auspichiamo è che la Repubblica mantenga grande rispetto per il lavoro della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e che su questa vicenda non vi siano ulteriori strascichi, perché le sentenze possono essere commentate, ma di fronte a una condanna per violazione dei diritti credo sia necessario fermarsi a riflettere su quanto è stato fatto.




