Il Consiglio Grande e Generale ha proseguito l’esame delle ratifiche dei decreti delegati affrontando un ampio confronto su diverse questioni.
Il primo provvedimento esaminato ha riguardato la ratifica del decreto delegato n.72, che modifica il Codice di condotta per gli agenti pubblici per consentire l’aggiornamento del codice etico delle forze di polizia in conformità agli standard internazionali richiesti dal quinto ciclo di valutazione del Greco.
Il Segretario di Stato agli Affari Interni Andrea Belluzzi ha spiegato che l’intervento non introduce una nuova delega legislativa ma “riapre una delega che era già stata prevista”, limitandola esclusivamente all’adeguamento alle prescrizioni degli organismi internazionali, con l’obiettivo di completare gli adempimenti richiesti entro settembre. Sul merito del provvedimento si è registrata una sostanziale convergenza dell’Aula, mentre il confronto si è concentrato sulle modalità giuridiche adottate.
Gian Matteo Zeppa (Rete) ha ribadito che “l’emendamento e la proposta di scorporo non vogliono assolutamente essere un ostacolo”, chiedendo però maggiore chiarezza sulla definizione delle forze di polizia interessate e aggiornamenti sul progetto di riorganizzazione dei corpi. Antonella Mularoni (Repubblica Futura) ha espresso invece una netta contrarietà sul piano istituzionale, sostenendo che “le deleghe le dà il Consiglio, non potete prendervele da soli”, giudicando improprio il ricorso a un decreto delegato per consentire ulteriori interventi tramite decretazione. Sulla stessa linea Enrico Carattoni (Rf) ha parlato di un possibile “cortocircuito istituzionale” e di un “pastrocchio” nel drafting legislativo. Da Domani Motus Liberi, Gaetano Troina ha ritenuto giustificata la necessità di dotare il codice di condotta di una base normativa, pur auspicando una revisione complessiva dello strumento del decreto delegato. Anche Manuel Ciavatta (Pdcs) ha condiviso le perplessità sull’abuso della decretazione, osservando però che in questo caso la legge già contiene una delega per l’adeguamento agli standard internazionali. Rossano Fabbri, Segretario di Stato, ha difeso con decisione lo strumento, ricordando che “i decreti delegati sono uno strumento previsto dalla legge e hanno pari rango e valore costituzionale rispetto alle leggi ordinarie”.
Gian Nicola Berti (Ar) ha riconosciuto le criticità della norma ma ha invitato a considerarla un intervento necessario per superare un conflitto interno alla legge originaria, sottolineando che “non deve essere considerato un precedente da ripetere”. Nel prosieguo del confronto Belluzzi ha annunciato che il Governo sta lavorando, insieme al Segretario Luca Beccari, a una regolamentazione unitaria delle forze di polizia e ha espresso disponibilità ad affrontare in Commissione per le riforme istituzionali una revisione complessiva della disciplina dei decreti delegati. L’Aula ha infine approvato l’emendamento di Rete che specifica espressamente i corpi di polizia interessati dal codice di condotta, dopo il parere favorevole del Governo, e ha quindi ratificato il decreto n.72.
Successivamente il Consiglio ha affrontato la ratifica del decreto delegato n.77 relativo alla Commissione per la valutazione dei requisiti dei contrassegni “Made in San Marino”, “100% Made in San Marino” e delle Botteghe Storiche. Il Segretario Rossano Fabbri ha illustrato un impianto volto a disciplinare composizione, funzionamento e criteri operativi della commissione, definendolo “un sistema rigoroso e trasparente per tutelare le nostre produzioni e la nostra identità economica e culturale”. Sul provvedimento si è sviluppato un confronto prevalentemente sulla composizione della commissione. Gaetano Troina ha osservato che sarebbe stato preferibile affidare le valutazioni a un organismo esclusivamente tecnico, evitando la presenza della politica e cogliendo l’occasione per introdurre strumenti innovativi come QR code collegati ai prodotti.
Antonella Mularoni ha contestato soprattutto la definizione della commissione come organismo “autonomo e indipendente”, osservando che “se il presidente è il Segretario di Stato… è evidente che non ci sia autonomia dalla politica”. Fabbri ha replicato che la soluzione adottata rappresenta un equilibrio tra esigenze tecniche e politiche e che la disciplina potrà essere rivista sulla base dell’esperienza applicativa. Nel corso dell’esame il Governo ha presentato un emendamento per inserire nella commissione un rappresentante delle associazioni agricole. L’iniziativa è stata sostenuta da Aida Maria Adele Selva (Pdcs), che ha sottolineato come “chi meglio delle associazioni agricole competenti può conoscere queste dinamiche?”, e da Maria Luisa Berti (Ar), secondo cui l’integrazione rafforza il sostegno all’identità produttiva del Paese. L’emendamento è stato approvato e il decreto ratificato nel testo modificato.
Spazio poi alla ratifica del decreto delegato n.82, che modifica la disciplina delle attività economiche introducendo una nuova procedura per i casi di mancato pagamento della tassa annuale di rinnovo della licenza. Il Segretario Fabbri ha spiegato che l’obiettivo è garantire la certezza della notifica prima della sospensione o revoca dell’autorizzazione, precisando che il termine di pagamento resta invariato e che l’intervento riguarda esclusivamente la sanzione accessoria della revoca.
Sul provvedimento si è registrato un consenso piuttosto ampio. Gian Matteo Zeppa (Rete) lo ha definito “un ennesimo passo avanti sulla strada della disciplina delle attività economiche”, chiedendo però un monitoraggio periodico degli effetti delle nuove norme.
Il collega di partito Emanuele Santi ha condiviso l’impostazione come deterrente verso chi non adempie ai propri obblighi, auspicando un’estensione del medesimo principio anche ai contributi previdenziali e ad altre forme di evasione. Luca Della Balda (Libera) ha evidenziato come la nuova procedura tuteli gli operatori che, in alcuni casi, non erano venuti a conoscenza della cartella esattoriale prima della sospensione della licenza. Le principali critiche sono arrivate ancora da Antonella Mularoni, secondo cui la nuova disciplina rischia di trasformarsi in una proroga di fatto dei termini di pagamento e di aggravare inutilmente il lavoro dell’Ufficio Attività Economiche. Il Segretario Fabbri ha respinto questa lettura, precisando che “il termine non cambia” e che l’intervento serve esclusivamente a garantire proporzionalità tra l’inadempimento e la sanzione, evitando revoche automatiche per importi contenuti senza la certezza della conoscenza dell’atto da parte dell’interessato. Il Segretario ha inoltre comunicato che le società inizialmente inadempienti erano 139 e ha sottolineato che, dopo l’introduzione dell’obbligo di fideiussione nel settore delle auto, non sono state costituite nuove società di commercializzazione di autoveicoli. Il decreto è stato quindi ratificato.
A seguire l’aula ha proceduto con la ratifica del decreto delegato n. 78, che aggiorna la normativa sull’aviazione civile introducendo la possibilità di utilizzare la firma digitale nei contratti del settore e correggendo alcuni errori materiali della legge vigente. Il Segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti ha definito il provvedimento un insieme di “piccoli ma necessari aggiornamenti” finalizzati ad allineare la disciplina alle tecnologie digitali e a migliorare la chiarezza normativa. Il confronto si è però rapidamente spostato sul funzionamento dei registri aeronautici. Gian Matteo Zeppa ha sostenuto che il vero nodo resta la possibilità per le forze di polizia di accedere direttamente ai registri, richiamando le conclusioni della Commissione consiliare sulle infiltrazioni malavitose e osservando che “dare dignità a questi decreti significa dare ascolto alle relazioni della Commissione Antimafia e della polizia”. Secondo Zeppa, i recenti casi che hanno coinvolto aeromobili iscritti nei registri sammarinesi dimostrano la necessità di rafforzare gli strumenti di controllo. Sulla stessa linea Emanuele Santi, secondo cui “è solo una questione di volontà politica” riconoscere alle forze dell’ordine un accesso diretto ai registri, evitando procedure che potrebbero rallentare le indagini.
Diversa la posizione della maggioranza. Alessandro Scarano (Pdcs) ha invitato a non generalizzare episodi isolati, ricordando che il registro aeronautico rappresenta “un’eccellenza per la Repubblica di San Marino” e che l’Autorità interviene con tempestività in presenza di irregolarità. Prima di modificare ulteriormente la normativa, ha suggerito un confronto con l’Autorità per verificare lo stato effettivo delle procedure di accesso ai dati. Dal fronte di Repubblica Futura, Enrico Carattoni ha allargato la riflessione alla governance del settore, sostenendo che la crescita dei registri renda ormai necessario riportare la gestione dei dati direttamente in capo allo Stato attraverso l’Autorità, mentre Sara Conti ha richiamato il mancato invio delle relazioni annuali previste dalla legge alla Commissione Finanze, chiedendo che venga ripristinato un regolare sistema di rendicontazione parlamentare.
Nella replica Marco Gatti ha difeso il sistema: “Non si possono screditare interi settori della nostra economia solo perché si verificano delle singole patologie”, ha affermato, assicurando inoltre che il collegamento informatico richiesto dalle forze di polizia “è già esistente” e che non sarebbe quindi necessario introdurre una specifica previsione normativa. Una ricostruzione contestata da Rete, con Santi che ha replicato: “A noi questa notizia non risulta affatto vera”.
Lo scontro si è riproposto durante l’esame dell’emendamento presentato da Rete per inserire esplicitamente nella legge il diritto di accesso diretto ai registri aeronautici da parte delle forze di polizia. Zeppa ha parlato di “parola del Segretario contro quella del SICAE”, sostenendo che una previsione legislativa avrebbe eliminato ogni incertezza interpretativa. L’emendamento è stato respinto dalla maggioranza e il decreto n. 78 è stato successivamente ratificato.
Analogo confronto ha accompagnato la ratifica del decreto delegato n. 79 sulla navigazione marittima. Presentando il provvedimento, Gatti ha illustrato le principali novità: recepimento della Convenzione Marpol sulla prevenzione dell’inquinamento marino, aggiornamento dei requisiti professionali per il personale marittimo, disciplina dei segni distintivi del registro e revisione delle sanzioni penali. Anche in questo caso il Segretario ha ribadito che “oggi le forze di polizia hanno l’accesso ai registri”.
L’opposizione ha però riportato il dibattito sui recenti episodi che hanno coinvolto navi battenti bandiera sammarinese. Antonella Mularoni (Rf) ha ricordato il caso della cosiddetta “flottiglia” e ha chiesto maggiore trasparenza sull’attività dell’Authority, domandando se siano stati aperti procedimenti penali per i fatti avvenuti su imbarcazioni registrate a San Marino. “La nave che batte bandiera sammarinese è territorio di San Marino”, ha osservato, sottolineando la necessità che lo Stato eserciti pienamente le proprie responsabilità giurisdizionali.
Emanuele Santi ha richiamato anche il caso della nave colpita da un drone nel Mar Nero e ha chiesto al Governo di riferire sullo stato dei controlli e sull’eventuale apertura di procedimenti giudiziari. Secondo il consigliere, “stiamo assolutamente sottovalutando la portata di queste vicende”, mentre il Paese dovrebbe rafforzare i presidi di controllo per tutelare la credibilità internazionale del registro navale. A sostegno del decreto è intervenuto Dalibor Riccardi (Libera), che ha evidenziato come il testo introduca requisiti professionali più severi, rafforzi le misure ambientali previste dalla Convenzione Marpol e migliori complessivamente il quadro normativo. Enrico Carattoni ha invece criticato il percorso del provvedimento, domandandosi perché il decreto fosse stato ritirato nella precedente sessione per poi essere ripresentato senza modifiche sostanziali, e ha accusato il Governo di non dare seguito concreto alle norme che approva.
Nella replica finale Gatti ha precisato che al Governo non risultano notifiche relative a procedimenti penali sui casi richiamati nel dibattito, pur non escludendo l’esistenza di eventuali fascicoli coperti dal segreto istruttorio. Ha inoltre ricordato che l’Autorità procede regolarmente alla cancellazione delle imbarcazioni prive dei requisiti e comunica tali provvedimenti alle autorità internazionali competenti, confermando la disponibilità ad acquisire ulteriori informazioni sulle vicende richiamate dall’opposizione.
Sull’accesso ai registri, Gian Nicola Berti (Ar) ha osservato che l’accesso diretto e riservato delle forze di polizia rappresenta “un valore fondamentale” per la tutela delle indagini, proponendo di verificare in Commissione Antimafia l’effettiva operatività del sistema. Zeppa e Santi hanno ribadito che tutte le forze di polizia devono poter consultare direttamente i registri e hanno insistito sulla necessità di una conferma ufficiale. L’emendamento di Rete è stato respinto e il decreto delegato n. 79 è stato ratificato a maggioranza.
L’ultima parte della seduta è stata dedicata alla ratifica del decreto delegato n. 81, che introduce un regime di agevolazioni fiscali a favore delle fondazioni non lucrative di utilità sociale – Onlus. Presentando il provvedimento, il Segretario di Stato Marco Gatti ha spiegato che l’obiettivo è sostenere le realtà impegnate nell’assistenza sociale, sociosanitaria e sanitaria attraverso un sistema di incentivi fiscali, estendendo la deducibilità delle erogazioni liberali anche alle persone giuridiche ed esentando le fondazioni dall’imposta complementare sui servizi. “Facciamo un passo in avanti”, ha affermato, colmando un vuoto normativo che finora assoggettava le fondazioni al regime fiscale ordinario.
Nel dibattito sono emerse valutazioni generalmente favorevoli sulle finalità del provvedimento, accompagnate però da richieste di ampliarne la portata. Gaetano Troina (Domani Motus Liberi) ha chiesto chiarimenti sull’effettiva platea dei beneficiari e sull’eventuale esistenza di progetti già in fase di realizzazione, osservando che sul territorio operano poche fondazioni Onlus e auspicando una revisione complessiva della normativa su fondazioni e associazioni. Sandra Stacchini (Pdcs) ha definito il decreto “uno strumento di politica sociale” e ha invitato il Governo a valutare un futuro allineamento delle agevolazioni anche per le associazioni che svolgono analoghe attività di interesse pubblico.
Dall’opposizione sono arrivate soprattutto critiche sul metodo seguito dal Governo. Maria Katia Savoretti (Repubblica Futura) ha osservato che il decreto è stato accompagnato da numerosi emendamenti governativi, segnale, a suo giudizio, di una stesura iniziale non sufficientemente approfondita, chiedendo inoltre perché gli incentivi siano limitati alle fondazioni e non estesi anche alle associazioni che operano nei medesimi ambiti sociali. Antonella Mularoni ha espresso analoga perplessità, sottolineando che il provvedimento “non può essere cucito addosso a chi è già pronto a partire” e invitando il Governo a intervenire con una disciplina generale e non con misure che rischiano di creare disparità tra enti che svolgono le stesse finalità solidaristiche.
Il Segretario Gatti ha replicato che gli emendamenti sono stati necessari soprattutto per estendere le agevolazioni alle persone giuridiche, materia non ricompresa nella delega originaria, e ha ricordato come le associazioni dispongano già di un proprio regime fiscale dedicato, a differenza delle fondazioni. “Le fondazioni sono più strutturate e vanno monitorate maggiormente”, ha spiegato, ribadendo che il decreto rappresenta un primo intervento destinato a colmare una lacuna normativa senza escludere futuri approfondimenti sull’intero settore.
Nel corso dell’esame il Governo ha presentato diversi emendamenti, approvati dall’Aula, per disciplinare le convenzioni con il Congresso di Stato, estendere la piena deducibilità delle liberalità alle persone giuridiche, rafforzare i controlli annuali dell’Ufficio Attività Economiche sulle fondazioni beneficiarie e introdurre l’esenzione dall’imposta complementare sui servizi. Su quest’ultimo punto Mularoni ha nuovamente invitato l’Esecutivo a evitare trattamenti differenziati rispetto alle associazioni, mentre il Segretario Gatti ha ricordato che queste ultime già usufruiscono di altre agevolazioni fiscali, come l’aliquota agevolata sulle importazioni, sostenendo che “non dobbiamo per forza rendere tutto speculare”.
Al termine delle votazioni, il Consiglio Grande e Generale ha approvato gli emendamenti governativi al decreto sulle fondazioni Onlus e ha ratificato il decreto delegato n. 81. Con quest’ultima votazione si è concluso l’esame del comma 12 dedicato alla ratifica dei decreti delegati.





