L’Unione Sammarinese dei Lavoratori (USL) torna a denunciare il fenomeno delle retribuzioni inferiori al dovuto e dei contributi non versati, chiedendo un rafforzamento dei controlli e sottolineando l’importanza del nuovo sistema di segnalazioni qualificate introdotto con l’accordo sottoscritto tra sindacati, Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS) e Ufficio per il Lavoro e le Politiche Attive (ULPA).
Secondo il sindacato, il lavoro sommerso continua ad avere un’incidenza significativa, anche se oggi assume forme diverse rispetto al passato. “Non dobbiamo immaginare uno scenario dove le persone vengono impiegate senza contratto, piuttosto un modus operandi molto più ordinario dove dei lavoratori vengono assunti regolarmente ma le buste paga subiscono, per così dire, delle ‘manomissioni’ sia negli importi che nelle differite“, si legge nel comunicato.
L’USL evidenzia come alcuni datori di lavoro riescano in questo modo a ridurre sensibilmente il costo del personale. “In questo modo ci sono datori di lavoro che ‘risparmiano’ annualmente decine, se non centinaia di migliaia di euro, e a cui poco importa se una o due volte l’anno ricevono delle vertenze sindacali che comunque, a conti fatti, costano molto meno che corrispondere quanto dovuto alla totalità dei dipendenti“. Una pratica che, secondo il sindacato, genera anche concorrenza sleale nei confronti delle imprese che rispettano le regole.
Il comunicato sottolinea inoltre come molti lavoratori, in particolare stranieri e frontalieri, non conoscano pienamente i propri diritti o i contenuti dei contratti collettivi, mentre altri rinunciano a contestare eventuali irregolarità per il timore di perdere il posto di lavoro. “Ovviamente se un lavoratore viene in USL e chiede un controllo della propria busta paga, ci attiviamo subito per verificare se c’è qualcosa che non va e lo supportiamo nel fare tutte le azioni necessarie per riavere indietro quanto dovuto“, precisa il sindacato.
Per l’USL il problema non riguarda esclusivamente il singolo dipendente, ma coinvolge l’intera collettività, anche per il mancato versamento dei contributi previdenziali e delle imposte. Per questo motivo, ricorda il comunicato, il sindacato ha avviato all’inizio del 2025 un confronto con le Segreterie di Stato competenti e con gli uffici preposti, culminato nel marzo 2026 con la sottoscrizione di un accordo che consente alle organizzazioni sindacali di presentare “segnalazioni qualificate e dunque supportate da prove solide, non solo su casi singoli ma partendo da quello su intere attività, senza esporre il dipendente“.
L’USL definisce questo strumento un passo importante nel contrasto alle irregolarità, osservando che “era tempo che le OOSS potessero incidere su un fenomeno particolarmente odioso, specie alla luce della Riforma IGR che ha fatto venire avanti ulteriori sacrifici per i cittadini ma non ancora i controlli richiesti a gran voce, affinché non debbano essere sempre gli stessi a pagare per tutti“.
Il sindacato conclude esprimendo la speranza che gli effetti dell’accordo possano diventare visibili già nei prossimi mesi. “Verosimilmente già nei prossimi mesi toccheremo con mano gli effetti dell’Accordo ma sin d’ora l’auspicio è che l’annuncio di questo nuovo corso, faccia desistere chi vorrebbe fare il furbo, a scapito anche della gran parte delle attività oneste, e speculare su dipendenti e collettività“, conclude la nota.





