Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per una serie di focolai alimentari che stanno interessando diversi Stati. Dall’inizio dell’estate sono stati registrati oltre 12mila casi di ciclosporiasi in almeno nove Stati, mentre quasi 1,6 milioni di dozzine di uova sono state richiamate dal mercato per il rischio di contaminazione da salmonella. Parallelamente, negli allevamenti del Texas è tornata a destare allarme la diffusione della cosiddetta mosca del Nuovo Mondo, un parassita che colpisce il bestiame.
Sul fronte delle cause, non esistono prove che colleghino direttamente i focolai ai tagli effettuati dall’amministrazione Trump attraverso il Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), guidato da Elon Musk. Tuttavia, il tema è al centro del dibattito dopo la riduzione del personale nelle agenzie federali, il ridimensionamento dei programmi di sorveglianza e il calo dei finanziamenti destinati ai controlli sulla sicurezza alimentare.
L’indagine più complessa riguarda la ciclosporiasi, un’infezione causata dal parassita Cyclospora. Le autorità sanitarie stanno cercando di risalire all’origine dei contagi, che potrebbero essere legati alla lattuga iceberg, già ritirata volontariamente da Taylor Farms in 27 Stati. Restano però sotto osservazione anche altri alimenti, tra cui prezzemolo e coriandolo, mentre la Food and Drug Administration continua a indagare su un ulteriore focolaio di origine ancora sconosciuta. Gli investigatori sottolineano che la malattia può manifestarsi anche settimane dopo il consumo del cibo contaminato, rendendo particolarmente difficile ricostruire la catena dei contagi.
