Dal falso carabiniere che annuncia un incidente a un familiare al finto avvocato che chiede soldi per evitare un arresto. Dal tecnico del gas che riesce a entrare in casa con una scusa fino ai messaggi che sembrano arrivare dalla banca, alle truffe sentimentali costruite sui social network e ai falsi investimenti che promettono guadagni milionari attraverso criptovalute e trading online.
Le truffe cambiano continuamente volto, linguaggio e strumenti, ma continuano a colpire centinaia di persone anche nel territorio riminese. Per questo la Procura della Repubblica di Rimini e tutte le forze dell’ordine hanno deciso di unire le forze in una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini, con l’obiettivo di fornire strumenti utili per riconoscere i tentativi di raggiro prima che sia troppo tardi.
I numeri illustrati durante l’incontro confermano la dimensione del fenomeno. Dall’inizio del 2026 sono già stati aperti 520 procedimenti per truffa, tra reati con autore identificato e reati a carico di ignoti. Significa una media superiore alle tre denunce al giorno, un dato che rispecchia sostanzialmente l’andamento registrato a livello nazionale.
«Questa iniziativa riprende attività che le diverse forze di polizia svolgono quotidianamente, ma abbiamo ritenuto importante presentarla insieme perché purtroppo registriamo una frequenza sempre maggiore di denunce per truffa», ha spiegato il procuratore capo Elisabetta Melotti.
L’analisi dei dati mostra un fenomeno stabile su livelli molto elevati. Nel 2023 le truffe registrate dalla Procura erano state 1.358, quasi quattro al giorno. Nel 2024 erano salite a 1.410, mentre nel 2025 si erano attestate a 1.319. Anche il 2026 sta confermando questo andamento.
A preoccupare non è soltanto il numero delle denunce, ma soprattutto la capacità dei truffatori di adattarsi ai cambiamenti della società e della tecnologia. Oggi non esiste più una vittima tipo. Nel mirino finiscono anziani, giovani, professionisti, imprenditori e famiglie.
«Le modalità utilizzate dagli autori di questi reati sono sempre più raffinate e le persone che cadono nei raggiri appartengono a tutti i ceti sociali e a tutte le età», ha sottolineato Melotti.
Tra le truffe più diffuse continuano a esserci quelle costruite sull’urgenza e sulla paura. Il falso appartenente alle forze dell’ordine, il finto avvocato o il presunto funzionario che comunica un grave problema a un familiare cercano di spingere la vittima ad agire immediatamente, senza darle il tempo di riflettere o verificare la situazione.
Parallelamente crescono le frodi online. Falsi sms bancari, email contraffatte, phishing, finti corrieri e truffe sentimentali rappresentano ormai una parte consistente dei casi denunciati. Sempre più diffusi sono anche i raggiri legati agli investimenti finanziari, dove vengono prospettati rendimenti elevatissimi e opportunità apparentemente irripetibili.
Proprio su questo fronte il territorio riminese è stato recentemente al centro di una delle più importanti inchieste nazionali. L’operazione Cagliostro, condotta dalla Guardia di Finanza di Bologna con la collaborazione della Polizia Postale di Rimini, ha portato alla luce un presunto schema Ponzi nel settore del fotovoltaico che avrebbe coinvolto circa seimila persone in tutta Italia. Secondo gli investigatori, la base operativa del sistema si trovava a Rimini e il meccanismo avrebbe generato profitti per decine di milioni di euro.
Accanto all’attività investigativa, Procura e forze dell’ordine insistono però soprattutto sulla prevenzione. Informare i cittadini, spiegare le tecniche utilizzate dai criminali e incoraggiare le vittime a rivolgersi immediatamente alle autorità viene considerato il primo strumento di contrasto.
«È importante ribadire questo aspetto perché spesso c’è vergogna nel denunciare», ha ricordato il procuratore capo.
Un sentimento che, secondo gli investigatori, continua a rappresentare uno dei principali alleati dei truffatori. Per questo il messaggio lanciato durante l’incontro è stato chiaro: denunciare sempre, denunciare subito e non sottovalutare mai richieste di denaro, promesse di guadagni facili o situazioni che fanno leva sull’emotività. Perché la prima difesa contro le truffe resta la conoscenza e la consapevolezza dei rischi.





