Forte interesse dei mercati internazionali per il nuovo titolo di Stato della Repubblica di San Marino, con richieste che hanno superato di venti volte l’offerta disponibile. Un risultato che, secondo il Congresso di Stato, rappresenta un segnale di fiducia verso il sistema economico e finanziario del Paese.
Nel comunicato si legge che “il mercato dei capitali ha appena inviato un messaggio di fiducia senza precedenti verso la Repubblica di San Marino”, con l’operazione di rinegoziazione del debito pubblico che “si è chiusa con un risultato che supera ogni proiezione tecnica della vigilia”.
A fronte di un’emissione da 350 milioni di euro, la domanda ha raggiunto circa 7 miliardi e 600 milioni, coinvolgendo oltre 220 investitori istituzionali. Come evidenziato, “un’adesione così massiccia ha permesso di spuntare condizioni estremamente vantaggiose, fissando il tasso d’interesse al 3,625%”, valore inferiore rispetto al 4% inizialmente ipotizzato e distante dal 6,5% dei titoli in scadenza.
Il risultato viene ricondotto a un lavoro coordinato dell’Esecutivo. “Dietro questi numeri c’è un lavoro di squadra che il Congresso di Stato rivendica con forza”, si legge nel comunicato, sottolineando il ruolo della Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio nel cogliere una finestra favorevole sui mercati.
Secondo quanto riportato, l’intera operazione è stata interpretata dagli investitori come un segnale di affidabilità: “un traguardo che promuove la linea di politica economica adottata dalla Repubblica, percepita come credibile e solida dalle grandi piazze finanziarie internazionali”.
Tra gli elementi evidenziati, anche la gestione interna dell’emissione. Il comunicato sottolinea che “la scelta di fare affidamento sulle competenze interne delle istituzioni e degli uffici preposti, senza la mediazione di advisor esterni, ha dato prova di una maturità”, considerata un segnale di autonomia e capacità professionale.
Il Congresso di Stato richiama inoltre i recenti incontri con il Fondo Monetario Internazionale, evidenziando che “la capacità gestionale, unita ai riscontri positivi ottenuti di recente a Washington […] pone le basi per una revisione al rialzo del rating sovrano entro la fine dell’anno”.
Sul piano economico, il risparmio sugli interessi viene indicato come leva per nuove politiche. “Il risparmio generato dalla riduzione degli interessi passivi rappresenta una risorsa fondamentale”, destinata sia a investimenti strategici sia alla riduzione del debito pubblico.
Nel comunicato si precisa che “meno spese per il servizio del debito significano, in concreto, più fondi per sostenere le imprese, modernizzare le infrastrutture e garantire la tenuta dei servizi essenziali”, con riferimento a settori come sanità e scuola.
In conclusione, il Congresso di Stato sottolinea che “la credibilità certificata dai mercati è il vero motore che permetterà di affrontare i prossimi dossier economici con una serenità diversa”, indicando il risultato come un riconoscimento alla linea economica adottata dalla Repubblica.




