SMaC e caro carburanti fino al 15 maggio, il Consiglio proroga gli sconti ma esplode lo scontro politico

da | 16 Apr 2026

La seduta del Consiglio Grande e Generale di giovedì 16 aprile 2026 è stata dominata dal confronto sulla ratifica dei decreti, soprattutto sulla crisi energetica.

In apertura l’Aula ha completato alcune nomine istituzionali, a partire dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Patrizia Gigante è stata eletta presidente con 37 voti favorevoli, mentre Michele Cervellini è stato nominato membro effettivo con 44 voti; non è invece passata la candidatura di Andrea Zafferani proposta da Rf. Via libera anche ad altre nomine in enti pubblici, tra cui i collegi sindacali dell’Università e dell’Istituto per la Sicurezza Sociale.

Il cuore del dibattito si è concentrato sulle ratifiche dei decreti. Il primo ad essere ratificato è il numero 37 che aumenta il rimborso carburanti tramite SMaC Card da 15 a 20 centesimi al litro. Il Governo ha proposto e ottenuto la proroga della misura fino al 15 maggio, respingendo l’emendamento di Repubblica Futura che chiedeva di estenderla fino al 31 maggio. Il Segretario di Stato Stefano Canti ha motivato la scelta sottolineando la necessità di mantenere flessibilità: “Se dopo il 15 maggio fosse necessario intervenire di nuovo, emetteremo un nuovo decreto monitorando l’andamento del mercato”.

Dai banchi dell’opposizione è arrivato un sostegno al provvedimento, accompagnato però da critiche sulla mancanza di una visione strutturale. Emanuele Santi di Rete ha riconosciuto l’utilità dell’intervento ma ha avvertito che “non possiamo che applaudire a questo intervento del Governo ma il caro carburante è solo una parte di un problema più ampio”. Nicola Renzi di Repubblica Futura ha insistito sulla necessità di un approccio organico: “Il Governo continua ad affrontare questi argomenti in maniera parcellizzata serve una discussione seria sul potere d’acquisto”. Fabio Righi (D-ML) ha allargato il ragionamento: “Non sappiamo quale sia lo stato del rifornimento manca una pianificazione degli interventi”, evidenziando anche l’assenza di una strategia sul piano internazionale. Sulla stessa linea Mirko Dolcini (D-ML), che ha chiesto chiarimenti tecnici: “Il costo del carburante è aumentato di circa 40 centesimi vorrei capire perché si è scelto un intervento di 5 centesimi e non di più”.

La maggioranza ha difeso l’operato dell’Esecutivo, rivendicando la tempestività delle misure e richiamando la necessità di distinguere tra interventi immediati e strategie di lungo periodo. Luca Gasperoni del Pdcs ha ricordato che “abbiamo messo subito in campo un intervento emergenziale per il futuro dovremo guardare a modelli come la Spagna sulle rinnovabili”, mentre Oscar Mina ha invitato a un approccio realistico: “L’autonomia energetica totale è difficilmente perseguibile dobbiamo lavorare su integrazione e transizione”. Michele Muratori ha rilanciato sull’obiettivo di ridurre la dipendenza dai mercati: “Possiamo scegliere se subire i mercati o puntare a una vera autonomia energetica derivante da sole e vento”.

Il confronto si è acceso soprattutto sulla presunta assenza di una strategia complessiva. Fabio Righi ha denunciato che “non sappiamo quale sia lo stato del rifornimento manca una pianificazione degli interventi”, mentre Giovanni Maria Zonzini ha accusato il Governo di limitarsi a misure di breve periodo: “Non vedo dal Governo nessuna azione che non sia di brevissimo respiro”.

Il Consiglio ha poi approvato anche il secondo decreto sui carburanti, il numero 39 che prevede una riduzione temporanea di 20 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio, anch’essa prorogata al 15 maggio. Il Segretario Canti ha ridimensionato i timori su eventuali carenze: “Non credo ci sarà un blocco totale delle forniture siamo dipendenti dall’Italia ma con consumi contenuti”.

Emanuele Santi ha sottolineato la portata dell’intervento, evidenziando come senza questa misura i prezzi sarebbero esplosi “già a 2,30 o 2,40 euro al litro”. Allo stesso tempo ha invitato il Governo a vigilare “se lo sconto si sia riflesso effettivamente alla pompa non vorrei che questo sconto non avesse avuto riflessi sul prezzo finale”.

Dal Governo, il Segretario Canti ha difeso la misura come necessaria e coerente con il contesto internazionale e con i rapporti con l’Italia: “Il prezzo finale non può essere troppo distante da quello italiano, in virtù degli accordi che abbiamo sottoscritto”. 

Ampio spazio è stato dedicato anche al decreto n.11 sulle cripto-attività, che introduce lo scambio automatico obbligatorio di informazioni secondo gli standard OCSE (CARF). Si tratta di un intervento tecnico volto a rafforzare trasparenza e controlli, ma il confronto politico ha evidenziato forti perplessità sul percorso seguito negli anni.

Emanuele Santi ha ricordato come il settore sia stato a lungo privo di adeguate regole: “Abbiamo permesso certe operazioni senza le dovute precauzioni è come dare una pistola carica a un bambino”, sottolineando che in passato “non si conoscono i beneficiari, né in entrata né in uscita” delle operazioni. Da qui l’auspicio che il decreto “possa mettere un freno a questo problema”.

Anche il collega Gian Matteo Zeppa ha espresso dubbi sull’impostazione complessiva, evidenziando i rischi sistemici: “Non ho mai capito quale sia la priorità di questo governo in materia è un ambito talmente innovativo che va guardato con estrema attenzione”, aggiungendo che si tratta di un settore “che vive nell’etere e non ha nulla di tattile”, quindi potenzialmente esposto a speculazioni e distorsioni.

Più articolata la critica di Fabio Righi, che ha spostato il focus sulla mancanza di visione strategica: “Un Paese che ambisce a lavorare sulle nuove tecnologie deve avere un sistema di controllo performante oggi manca totalmente un approccio di questo tipo”, sostenendo che San Marino avrebbe potuto “anticipare i tempi e distinguersi” a livello internazionale. 

Dalla maggioranza, Luca Gasperoni ha chiarito la portata del provvedimento, distinguendolo dalle normative precedenti: “Stabiliamo come e con chi scambiare questi dati, aggiungendo una disciplina corretta in linea con quanto previsto dallo standard”, ricordando che le criticità passate derivavano da norme che “lasciavano le mani molto libere”. Il Segretario Canti ha infine ribadito la natura tecnica dell’intervento: “Si tratta di normare un campo specifico per dare piena attuazione alla materia”.

Ratificato anche il decreto delegato n.18, relativo al contenimento dei costi energetici per le imprese energivore. Anche qui non senza battibecchi tra i due schieramenti. Il Segretario di Stato Alessandro Bevitori ha presentato il provvedimento come necessario ma temporaneo: “Si tratta di una misura straordinaria non rappresenta una risposta definitiva”, ribadendo però il percorso verso una maggiore autonomia energetica: “Confidiamo di arrivare, entro il 2026, a una produzione interna superiore al 20%”.  Dall’opposizione, pur con voto favorevole, sono arrivate critiche sulla mancanza di pianificazione. Gian Matteo Zeppa ha osservato che “il termine ‘imprese energivore’ implica una priorità che a volte va a discapito delle piccole realtà”, mentre Matteo Casali (Rf) ha attaccato l’impostazione generale: “Reiterare continuamente questi decreti trasforma l’emergenza in crisi strutturale dov’è il piano per l’autonomia?”. La collega Sara Conti ha ribadito che “stiamo parlando di un decreto che risponde semplicemente a un’estrema urgenza”.

La maggioranza ha difeso il percorso intrapreso. Oscar Mina (Pdcs) ha ricordato la forte dipendenza dall’estero, con “circa l’88% dell’energia” importata, mentre Gerardo Giovagnoli (Psd) ha sottolineato che “non esiste un piano ‘realistico’ che porti all’indipendenza energetica totale”, pur rivendicando che “in questa legislatura si sta accelerando”. 

“Non siamo contrari a prescindere – ha aggiunto da D-ML Carlotta Andruccioli – ad esempio, abbiamo sostenuto il decreto sulla cogenerazione. Quello che contestiamo è la mancanza di progetti operativi per attuare il Piano Energetico Nazionale”.

In chiusura, il Segretario Bevitori ha respinto le critiche, affermando che “venire in Aula a dire che gli industriali sono contrari è intellettualmente disonesto”, ribadendo il sostegno del sistema produttivo e la centralità dell’autoproduzione energetica.

Alle 19.00 i lavori vengono sospesi. Riprenderanno domani alle 13.00

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