Repubblica Futura attacca Canti: “Inaccettabili le indicazioni alla Commissione d’inchiesta”

da | 22 Lug 2026

Repubblica Futura esprime una dura presa di posizione nei confronti del Segretario di Stato per la Giustizia, Stefano Canti, dopo le dichiarazioni rilasciate in merito alla Commissione consiliare d’inchiesta sul cosiddetto “piano parallelo”. In un comunicato, il movimento giudica le parole del Segretario di Stato un’ingerenza nei confronti dell’organismo parlamentare.

Secondo RF, “i paletti piantati da Stefano Canti sul perimetro delle attività consentite alla Commissione d’inchiesta sono un atto grave, inconsueto, fuori da ogni prassi istituzionale, oltreché di bon ton fra poteri dello Stato“. Il movimento sostiene inoltre che il Segretario di Stato “ha perso l’ennesima occasione per stare zitto e limitarsi a gestire un settore che mostra sempre maggiori fratture e che i cittadini iniziano a pagare con risorse pubbliche“.

Nel comunicato vengono richiamate anche altre questioni legate alla giustizia. Repubblica Futura cita “l’anticipo di due milioni di euro per l’arbitrato internazionale“, chiedendo chiarimenti su chi risponderà delle spese legali sostenute dallo Stato. Vengono poi espresse perplessità sulla scelta del Governo di indicare “uno straniero” come futuro giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo e sulla situazione dell’Avvocatura dello Stato, che secondo il movimento sembrerebbe non disporre delle professionalità necessarie per rappresentare la Repubblica davanti alla stessa Corte senza il supporto di professionisti esterni.

RF critica inoltre il Segretario di Stato per aver affrontato temi che, a suo giudizio, esulano dalle sue competenze. “Repubblica Futura è allibita dell’atteggiamento del Segretario di Stato per la Giustizia, che anziché lavorare seriamente ai rimedi per sanare la situazione alla base delle decisioni sui casi Simoncini avanti alla Corte Europea, si avventura in considerazioni che esulano dalle sue prerogative istituzionali“, si legge nella nota.

Il movimento ribadisce che “ogni Commissione d’inchiesta nasce nel rispetto del mandato della legge istitutiva e delle norme già esistenti” e che “la Commissione d’inchiesta ha i poteri stabiliti dalla legge“, auspicando parallelamente che il procedimento penale collegato possa arrivare rapidamente a giudizio.

Nella parte conclusiva del comunicato, Repubblica Futura richiama anche il tema della credibilità internazionale del Paese. “Se Canti e la sua maggioranza sperano di potere continuare a praticare la politica dello struzzo a fronte dei pronunciamenti della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, temiamo che il Paese andrà incontro a gravi problemi quanto all’assetto del settore giudiziario e alla credibilità delle sue istituzioni, anche rispetto al processo di associazione con l’Unione europea“.

Infine, il movimento difende il ruolo della Commissione d’inchiesta e dell’Avvocatura dello Stato, sostenendo che “a San Marino operino da anni valenti giuristi” e che “non serva un valletto per dire cosa deve fare una Commissione d’inchiesta, che risponde solo al Consiglio Grande e Generale e non a Stefano Canti o ad altre istituzioni“.

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