Rally Legend e sicurezza negli eventi sportivi: approvata la legge sul Daspo

da | 22 Apr 2026

Nel corso della seduta del Consiglio Grande e Generale di mercoledì 22 aprile prosegue il dibattito sul progetto di legge “Disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive”, poi approvato a maggioranza.

Mirko Dolcini (D-ML) chiarisce subito che il suo gruppo non è contrario alla legge e riconosce che “il Daspo mancava a San Marino e adesso abbiamo una normativa”, ma sostiene che per eventi come il Rally Legend il solo divieto di accesso non ha una forza deterrente sufficiente e che sarebbe stato preferibile arrivare in Aula con un pacchetto più completo, già coordinato con gli esiti del tavolo tecnico su presidi, droni, orari, accessi e contenimento del pubblico. Sulla stessa linea Matteo Casali (RF), che legge nel provvedimento una risposta politica ai disordini del Rally Legend ma giudica il risultato riduttivo rispetto alle aspettative: secondo lui, in sostanza, “la montagna ha partorito il topolino”. Anche Emanuele Santi (Rete) afferma che il DASPO è uno strumento giusto e necessario, ma non risolve il problema principale legato al Rally Legend; il punto politico, osserva, è che a pochi mesi dalla prossima edizione il Paese non ha ancora norme sufficienti su numeri chiusi, controlli reali, accrediti e costi aggiuntivi a carico degli organizzatori, e avverte che con la sola legge in discussione non si è ancora nelle condizioni di impedire davvero il ripetersi di episodi gravi. Fabio Righi (D-ML), pur condividendo lo spirito del progetto, solleva invece soprattutto dubbi di equilibrio giuridico: fa notare che il provvedimento incide sulla libertà di circolazione senza prevedere una convalida giudiziaria rapida, rileva l’assenza di una sospensione degli effetti in caso di ricorso e invita a riflettere sulla proporzionalità della durata minima del DASPO, fissata in un anno, ritenendo che possano emergere criticità applicative e perfino contenziosi risarcitori. Dall’altra parte, la maggioranza fa quadrato attorno al progetto di legge. Luca Della Balda (Libera) ricorda quanto accaduto nel 2023 durante una partita del Victor San Marino contro il Prato, quando circa sessanta tifosi già colpiti da DASPO in Italia arrivarono ad Acquaviva e San Marino non aveva strumenti per impedire loro l’accesso. Maria Luisa Berti (AR) ribadisce che il testo non nasce soltanto per il Rally Legend ma per tutte le manifestazioni sportive, e sostiene che la finalità vera vada tenuta al centro: garantire ordine e sicurezza a sportivi, atleti e spettatori, contrastando chi sfrutta questi contesti per violenza e disordini. Guerrino Zanotti (Libera) prova a smorzare lo scontro politico e sostiene che il nodo non sia una mancata comprensione delle proposte dell’opposizione, ma una diversa impostazione: per lui la maggioranza sceglie consapevolmente di introdurre adesso uno strumento specifico, senza allargare il testo a tutto il tema dell’ordine pubblico o dell’organizzazione complessiva degli eventi. Paolo Crescentini (PSD) contesta l’idea che la misura serva solo per eventi ricorrenti come il calcio e cita casi nel ciclismo, nel motociclismo, nel tennis e in altri sport per sostenere che il divieto può funzionare anche in contesti aperti o annuali. Andrea Ugolini (PDCS) insiste proprio su questo punto e sostiene che non sia corretto definirlo inefficace: osserva che si tratta di uno strumento rapido, preventivo e già collaudato in molti Paesi europei, capace di agire su più discipline e di essere rafforzato, nella pratica, da cooperazione internazionale, immagini, video, droni e sistemi di identificazione. Katia Savoretti (RF) lamenta che l’opposizione abbia tentato di migliorare il testo con emendamenti senza essere ascoltata, mentre Antonella Mularoni (RF) critica apertamente l’atteggiamento del Governo e del Segretario Fabbri, sostenendo che si sia persa l’occasione per consolidare il clima costruttivo emerso in Commissione e contestando la volontà di dividere l’opposizione tra buona e cattiva. Nella sua replica, il Segretario di Stato Rossano Fabbri difende con fermezza il progetto: riconosce che il Rally Legend è stato uno degli spunti alla base dell’iniziativa, ma nega che sia l’unica ragione della legge e rivendica che l’urgenza nasce soprattutto dall’assenza di uno strumento capace di impedire la partecipazione a eventi sammarinesi di soggetti già colpiti da analoghi provvedimenti in Italia. Il Segretario insiste sul fatto che il DASPO “non è una bacchetta magica”, ma contesta l’idea che sia inutile, spiegando che la sua efficacia cresce se inserita in un impianto serio di gestione degli eventi e coordinata con altre misure, comprese eventuali prescrizioni aggiuntive come l’obbligo di firma.  

Si passa quindi all’esame dell’articolato del progetto di legge. All’articolo 3 – che disciplina il divieto di accesso – viene accolta un’indicazione dell’opposizione sull’ampliamento delle tutele anche agli animali, oltre che a persone e cose, per adeguare la norma a una visione più attuale. Infine viene dato spazio alle dichiarazioni di voto. Emanuele Santi (Rete) ribadisce che il suo gruppo non contesta l’utilità dello strumento e riconosce al Segretario di Stato il merito di avere introdotto una misura che mancava, ma conferma l’astensione perché, a suo giudizio, il testo nasce chiaramente come risposta a quanto accade nel 2025 durante il Rally Legend e tuttavia non è davvero in grado di incidere su quel tipo di scenario. Antonella Mularoni (RF) conferma l’astensione del suo gruppo e insiste sia sul merito sia sul metodo: da un lato riconosce che il Daspo “era opportuno introdurlo nel nostro ordinamento”, dall’altro sostiene che la normativa resti ancora embrionale e incompleta, perché non recepisce quegli emendamenti sulla dimensione delle manifestazioni, sui servizi di sicurezza aggiuntivi e sulla ripartizione dei costi che l’opposizione riteneva essenziali. Mularoni osserva che lo stesso Governo, nel momento in cui annuncia ulteriori norme in arrivo, ammette implicitamente che il quadro attuale non basta ancora a garantire pienamente l’ordine pubblico nelle prossime manifestazioni. Fabio Righi (D-ML) conferma le perplessità già espresse, ma allo stesso tempo riconosce che nel corso del confronto il Governo ha sostanzialmente ammesso i limiti della normativa e la necessità di continuare a lavorarci, però ritiene comunque importante che il Paese si doti ora di uno strumento di questo tipo. Per questo Domani Motus Liberi decide di votare a favore, pur chiarendo che non considera il testo “completo né esaustivo”. Michela Pelliccioni (indipendente) sceglie a sua volta il voto favorevole, con un intervento che insiste molto sul messaggio politico generale: chiede che dall’Aula parta un principio netto, cioè che la violenza non sia tollerata in alcun modo, e apprezza il fatto che sia stata accolta l’estensione della norma anche ai reati contro gli animali. A chiudere, per la maggioranza, è Gian Nicola Berti (AR), che difende l’impianto della legge senza attribuirle poteri salvifici: spiega che nessuno pensa di risolvere con un solo testo tutti i problemi delle manifestazioni sportive, ma che la politica ha il dovere di consegnare strumenti nuovi alle forze di sicurezza, e il Daspo va esattamente in questa direzione. Berti insiste sul valore della cooperazione con gli altri Stati, utile anche per impedire che soggetti già colpiti da analoghi provvedimenti all’estero arrivino a San Marino creando disordini, e giudica eccessivamente dure alcune critiche dell’opposizione, visto che i principi del provvedimento appaiono largamente condivisi.

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