Il mercato del petrolio continua a correre dopo l’episodio nello Stretto di Hormuz, dove gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave iraniana. La tensione geopolitica ha subito avuto effetti concreti sui prezzi.
Il Wti registra un aumento del +6,19%, raggiungendo quota 89,04 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a 95,38 dollari. Numeri che riflettono la preoccupazione degli investitori per possibili ripercussioni sulle rotte energetiche globali.
Il Golfo Persico resta infatti una delle aree più sensibili per il traffico petrolifero mondiale, e ogni escalation tra Washington e Teheran si traduce rapidamente in instabilità sui mercati.
Nel frattempo, anche le borse europee guardano con attenzione agli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran, consapevoli che eventuali spiragli di dialogo potrebbero influenzare l’andamento dei prezzi nelle prossime ore.




