Intervento di Michela Pelliccioni (indipendente) nella seduta del Consiglio Grande e Generale del 15 aprile 2026.
Michela Pelliccioni (indipendente): Approfitto della presenza del Segretario Lonfernini e mi spiace che oggi non siano in Aula il Segretario Pedini e il Segretario Beccari, perché avrei voluto rivolgere anche a loro queste osservazioni, ma credo sia importante parlare di un problema che ha assunto carattere strutturale, e sto parlando dell’assenza di personale dedicato nel settore turistico. È un problema che chiaramente non coinvolge solo la Repubblica di San Marino, ma anche le province vicine che vivono di turismo e che hanno sul prodotto interno lordo un impatto notevole derivante proprio dal turismo, e che si stanno già organizzando. Ecco, San Marino invece a che punto è rispetto a questa problematica e rispetto alle attività da porre in essere per affrontarla? Io sono stata recentemente presente a un appuntamento bellissimo, il pranzo di primavera organizzato dai ragazzi del CFP, e durante questo pranzo è emerso che purtroppo mancano le iscrizioni per quanto riguarda il settore della ristorazione. Questo è già un primo segnale, non il primo in assoluto, ma certamente uno dei segnali più allarmanti rispetto alla problematica del settore. Quali sono i motivi? Sicuramente sono molti. Io spero che non si affronti l’argomento dicendo che non ci sono più i giovani di una volta, perché non è assolutamente così. È vero che c’è una disaffezione dei giovani verso lavori stagionali faticosi e impegnativi, ma il problema deriva prima di tutto dai salari: le retribuzioni non sono competitive rispetto ad attività meno impegnative e meno faticose, e le forme contrattuali oggi esistenti, anche sul territorio, sono percepite come precarie. Poi ci sono orari e ritmi difficilmente sostenibili: i turni sono lunghi, si lavora nei weekend e nei festivi. C’è una fuga dei giovani rispetto a queste attività di settore. C’è poi una mancanza di competenze specifiche, perché il divario tra la formazione scolastica e le reali esigenze delle imprese è sicuramente sempre più profondo, soprattutto su temi importanti come la sostenibilità e la digitalizzazione. Poi c’è un cambiamento sociale, e questo è un cambiamento che è intervenuto nell’era post Covid e si è fatto veramente sentire, perché sono proprio cambiate le esigenze dei giovani a seguito della pandemia. La crisi ha spinto i giovani, ma non solo loro, a cercare modelli lavorativi più stabili e più sicuri. E poi c’è una problematica legata alle aziende, ed è innegabile: ci sono aziende che hanno fatto e stanno facendo grandi passi avanti, anche con percorsi dedicati, ma ci sono aziende che faticano a cambiare mentalità in prospettiva, perché molte, non tutte ovviamente, continuano a pensare alla forza lavoro solo come a un costo e non come a un investimento. Ora, come intervenire? Di sicuro le problematiche esposte sono tante e complesse, perché vanno affrontate in maniera organica e serve prima di tutto un lavoro di squadra che non coinvolga solo le associazioni di categoria e i sindacati, ma anche il mondo della scuola. Va coinvolta l’Università di San Marino, ad esempio, vanno coinvolte le scuole secondarie superiori, va coinvolto il CFP. Occorre un lavoro sinergico, perché solo un lavoro sinergico può favorire lo sviluppo di un nuovo modello di organizzazione del lavoro nel comparto turistico e può determinare anche un ragionamento concreto, capace di trovare soluzioni efficaci sulla flessibilità degli orari, con part-time specifici, part-time dedicati che possano attrarre gli studenti, consentendo loro di bilanciare l’impegno nello studio con attività lavorative non definitive ma che possono, ad esempio nei periodi estivi, essere di grande supporto per il settore. E poi servono corsi di formazione specifici. Non dimentichiamo anche le peculiarità che ha questo Paese. Una su tutte sono le comunità all’estero, che credo debbano essere a loro volta coinvolte in questi ragionamenti, perché rappresentano una grande risorsa: ci sono giovani all’estero che vogliono venire a San Marino per conoscerne la realtà, la storia, ma anche le dinamiche lavorative, perché no. Su questo tema ho predisposto un ordine del giorno.
Il consigliere indipendente di opposizione Michela Pelliccioni, considerato che la crisi del personale nel settore turistico ha assunto ormai carattere strutturale, alimentata da orari lunghi, turni spezzati, lavoro nei weekend e nei festivi, che rendono il settore poco attrattivo, specialmente per le nuove generazioni che cercano un migliore bilanciamento vita-lavoro, anche a causa di stipendi considerati inadeguati, della mancanza di equilibrio tra vita e lavoro e di un cambio di mentalità post Covid che ha spinto molti lavoratori a cercare impieghi più stabili e meno usuranti; considerata l’importanza strategica del settore turistico anche sul prodotto interno lordo e la necessità di avviare un percorso che favorisca un nuovo modello di organizzazione del lavoro accompagnato da percorsi di formazione specifici; considerata la necessità di coinvolgere i giovani incentivandoli con interventi sulla flessibilità degli orari, con part-time dedicati alle loro esigenze anche di studio, rilanciando forme di assunzione compatibili ai nuovi obiettivi; considerata la necessità di favorire anche l’inserimento degli studenti nell’attività turistica in un processo che guardi in prospettiva e favorisca anche la presenza di specifiche specializzazioni nel percorso di studio del CFP, che vede una progressiva mancanza di iscritti nel settore della ristorazione, risorsa fondamentale del settore turistico; considerata la necessità di coinvolgere in questo percorso di inserimento l’Università di San Marino, gli istituti scolastici superiori, il CFP, unitamente alle associazioni di categoria interessate, ai sindacati e alle associazioni datoriali; considerato che l’ampio quadro delle problematiche esposte deve essere ricondotto a un piano di lavoro sinergico e strutturato, impegna il Congresso di Stato ad avviare entro il 30 giugno 2026 l’elaborazione di un piano a medio-lungo termine mirato a favorire un nuovo modello di organizzazione del lavoro nel comparto turistico e ad accompagnarlo con specifici corsi di formazione, coinvolgendo tutti gli attori sopraccitati.




