Nicola Renzi (RF): “La Commissione nasce sbilanciata: la maggioranza vuole controllare anche la verità”

da | 19 Mag 2026

Nicola Renzi (RF): Per qualcuno probabilmente è stata una perdita di tempo, per qualcuno un dibattito sterile. Per noi invece è stata la rappresentazione della realtà delle cose, così come purtroppo le vediamo da qualche tempo in quest’aula: un vero e proprio muro contro muro nel quale anche solo ottenere una piccola sospensione per verificare se si potesse trovare un accordo è stato complicato e difficile. Noi avremmo voluto una commissione d’inchiesta né più né meno come le ultime tre insediate nel nostro Paese, quindi una commissione paritetica che, in un momento tanto delicato per San Marino, potesse dare un messaggio univoco: se ci sono cose da accertare, comprendere e chiarire, lo si faccia con la dignità della parità delle armi fra maggioranza e opposizione. Questo però è stato minato fin dal principio ed è stato lo scoglio assolutamente irremovibile. La maggioranza ha imposto fin dal primo giorno, e ricordiamo anche che sull’ordine del giorno che avevamo presentato il 17 febbraio scorso una forza politica, insieme a qualcun altro, votò contro l’istituzione della commissione d’inchiesta, e quella forza politica era la Democrazia Cristiana. Dal giorno successivo è partito il mantra: la commissione doveva nascere non paritetica ma con una maggioranza dotata della golden share, cinque membri alla maggioranza e tre all’opposizione. Una cosa completamente difforme rispetto alle ultime tre commissioni d’inchiesta del nostro Paese, al netto del fatto che possano piacere o meno. E questo cambiamento dovreste spiegarlo voi, perché francamente le argomentazioni portate non sono state convincenti. La maggioranza ha voluto e preteso di essere maggioranza anche dentro la commissione d’inchiesta e poi è bello sentire gli appelli al fare squadra, allo stare tutti uniti, al Paese sotto attacco. Certo, tutte cose verissime. Però la risposta è: proprio per questo la maggioranza vuole essere maggioranza e l’opposizione opposizione. Intanto dateci la maggioranza nella commissione d’inchiesta, che è proprio quella che dovrebbe capire perché il Paese è sotto attacco, chi ci ha portato in questa situazione così complicata. Però voi volete farlo con la maggioranza dentro la commissione, perché non sia mai che una composizione quattro a quattro possa fare qualche passo avanti in più nell’accertamento della verità. Questo è stato il primo punto. Poi abbiamo discusso anche dell’ambito di applicazione della commissione e lì qualche passo avanti c’è stato, tanto che non abbiamo dovuto combattere troppo sull’emendamento relativo alle finalità. Ma non basta, perché abbiamo visto che la maggioranza ha voluto decidere anche chi dell’opposizione potesse o meno entrare nella commissione. Approfitto qui per dire che io avevo già comunicato al mio gruppo consiliare, fin da febbraio, che non era mio interesse entrare nella commissione e non l’avrei fatto, anche per l’impegno enorme richiesto da quei lavori. Però abbiamo fatto una battaglia di principio: la maggioranza non può venire qui, con la forza dei numeri, a decidere anche per l’opposizione, puntando il dito contro alcuni consiglieri dell’opposizione e spianando invece la strada ai propri membri. Le incompatibilità sono state disegnate ad hoc per estromettere qualcuno dell’opposizione e consentire invece a qualcuno della maggioranza di partecipare. Io faccio una scommessa: scommettiamo che il consigliere presentatore del testo di legge per la maggioranza, cioè Gian Nicola Berti, sarà poi membro della commissione d’inchiesta? Poi magari mi sbaglio, la mia storia politica è piena anche di errori e sconfitte, come quella di tanti altri. Siamo quindi arrivati a una composizione squilibrata nei numeri, in cui la maggioranza ha scelto chi può entrare e chi no, giocando con le date e con i requisiti. Abbiamo dovuto discutere persino delle tempistiche, e quella discussione sarebbe stata sterile se non ci fosse stata la dichiarazione del segretario Canti che ci ha comunicato quando finiranno le indagini, altra cosa che lascia francamente sgomenti. Insomma, dobbiamo chiederci se questa commissione d’inchiesta sarà davvero utile al Paese oppure se sarà un’altra commissione nata su presupposti sbagliati e con regole sbagliate, magari utile solo a far partire certe dinamiche politiche per puntellare una maggioranza o crearne una nuova. Questo a noi non interessa. Noi siamo convinti che la commissione dovesse servire da un lato ad accertare la verità sulle responsabilità politiche, istituzionali e amministrative legate all’impasse che stiamo vivendo e dall’altro a dare un messaggio autentico di unità del Paese. Purtroppo questo non è stato possibile. Ci troviamo ancora una volta davanti a un muro contro muro, con una maggioranza sempre più arroccata nella propria torre, scollegata dalla realtà del Paese, che esercita la forza e l’arroganza dei numeri dentro quest’aula e ci conduce, a nostro avviso, in una direzione completamente sbagliata. Se questo è quello che volete, noi non possiamo condividerlo. Ci dispiace davvero, perché un presupposto diverso sarebbe stato molto utile per tutti e avrebbe rappresentato un vero messaggio della politica, una politica che non formula accuse preconcette né si autoassolve in anticipo e che soprattutto non va già alla ricerca di capri espiatori. Mi ha colpito molto nel dibattito sentire quasi dire che poco male se si dovranno sacrificare uno o due soggetti afferenti al partito di maggioranza pur di mantenere determinate posizioni di potere e di governo. Non credo che la ricerca di capri espiatori sia il modo migliore per affrontare la realtà dei fatti e una situazione che ogni giorno dimostra sempre di più la propria gravità. 

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.