Michele Muratori (Libera): Interverrò a nome di tutta la maggioranza e farò una dichiarazione di voto unica. Cercherò magari di non utilizzare tutto il tempo a disposizione, anche perché effettivamente è stato un dibattito particolarmente lungo e si è detto tantissimo, forse anche troppo. Parto rispondendo ai colleghi dell’opposizione che mi hanno preceduto, in particolare all’ultimo intervento del consigliere Emanuele Santi, che ha sostenuto che non siano state fatte sentenze o lezioni. Io invece credo esattamente il contrario: penso che in questo dibattito si sia detto fin troppo e che, nel momento in cui in Parlamento si gettano ombre ancor prima che una commissione d’inchiesta inizi i propri lavori, non si renda un grande servizio al Paese. Le commissioni d’inchiesta devono lavorare con la massima serenità per poter analizzare in maniera asettica tutti i documenti che verranno prodotti al loro interno. Partecipare a una commissione d’inchiesta è sicuramente un onore, ma è anche un onere, perché la responsabilità di chi ne fa parte è altissima. Auguro il miglior lavoro possibile e un lavoro proficuo a chi parteciperà alla commissione. Ci sono poi altri aspetti del dibattito ai quali vorrei replicare. Si è parlato molto della commissione paritetica. Noi crediamo che mantenere la proporzionalità fosse la soluzione migliore, perché la pariteticità avrebbe creato delle distorsioni. Il collega Renzi, legittimamente, ha parlato di una commissione composta da quattro membri di maggioranza e quattro di opposizione. Ma questo avrebbe significato, con le proporzioni presenti in quest’aula, che tutte le forze politiche avrebbero avuto un membro in commissione e che, guarda caso, Repubblica Futura avrebbe avuto addirittura due membri. Ora, una forza politica che rappresenta otto consiglieri non può avere il doppio dei rappresentanti rispetto a partiti che hanno più del doppio dei parlamentari, come la Democrazia Cristiana, oppure il partito che rappresento io o ancora il PSD, che ha i vostri stessi numeri ma si sarebbe ritrovato con la metà dei partecipanti. Questa è la prima grande discrasia della soluzione proposta dall’opposizione e per noi non era assolutamente percorribile. È stata citata anche la mozione d’ordine presentata ieri dalla maggioranza. Credo che l’opposizione, così come legittimamente utilizza strumenti di ostruzionismo o rallentamento su provvedimenti che contesta, debba riconoscere che la mozione d’ordine è uno strumento pienamente previsto dal regolamento. È vero che magari in passato è stato utilizzato raramente, ma resta uno strumento democraticamente previsto. Inoltre, il progetto di legge dell’opposizione si sovrapponeva praticamente in tutto a quello che stavamo già discutendo e avremmo semplicemente raddoppiato i tempi del dibattito, cosa che non ritenevamo opportuna per un passaggio così importante come l’istituzione di una commissione d’inchiesta. Il collega Renzi ha parlato di perdita di tempo. Io invece credo che i due giorni pieni trascorsi in aula, oltre al dibattito iniziale di venerdì, non siano stati affatto una perdita di tempo. Quello che stiamo istituendo è un passaggio estremamente importante per salvaguardare le nostre istituzioni e fare chiarezza. Ben venga quindi un dibattito articolato, anche se in alcuni passaggi si è arrivati davvero a questioni di lana caprina, come quella relativa al presidente e al vicepresidente, che rientra nella normalità delle cose e di quanto già avvenuto in altre commissioni d’inchiesta. C’è stato poi il tema dell’inizio dei lavori della commissione. Noi avevamo previsto una certa data, voi volevate partire subito e alla fine abbiamo trovato un punto d’incontro nel termine del primo settembre. Quella data non era stata messa per buttare la palla in avanti o per perdere tempo, ma per tutelare e salvaguardare il lavoro che il tribunale sta portando avanti in questo momento. Credo infatti che avviare una commissione d’inchiesta mentre è ancora in corso una fase istruttoria non sia funzionale al risultato che tutti vogliamo ottenere. Il messaggio che l’opposizione ha cercato di far passare in questi giorni è che la maggioranza voglia sabotare la commissione o mandarla a monte. Ma il nostro intento è esattamente opposto. Non siete solo voi a cercare la verità. Tutta la maggioranza è qui e voterà compatta questo progetto di legge proprio perché anche noi vogliamo far emergere eventuali responsabilità politiche e accertare la verità, per salvaguardare le istituzioni e il nostro Paese. Per questo la maggioranza voterà compatta il progetto di legge e auguriamo fin da ora buon lavoro agli otto membri della commissione.
Nicola Renzi (RF): “La Commissione nasce sbilanciata: la maggioranza vuole controllare anche la verità”
Nicola Renzi (RF): Per qualcuno probabilmente è stata una perdita di tempo, per qualcuno un...





