Medio Oriente e Ucraina, tensione alta: stallo tra Usa e Iran, 13 morti nei raid russi

da | 2 Giu 2026

Restano elevati i livelli di tensione sui principali fronti internazionali. Da un lato il Medio Oriente, dove i negoziati tra Stati Uniti e Iran sembrano attraversare una fase di stallo, dall’altro l’Ucraina, colpita nella notte da una nuova ondata di attacchi russi che avrebbe causato almeno 13 vittime.

Sul dossier mediorientale, un alto ufficiale militare iraniano ha espresso toni particolarmente duri nei confronti di Washington. Il comandante Mohammad Jafar Assadi ha dichiarato che una ripresa del conflitto con gli Stati Uniti sarebbe “inevitabile”, sostenendo che “gli Stati Uniti esigono la nostra totale capitolazione e la nazione iraniana non si arrenderà mai”. Lo stesso Assadi ha aggiunto: “Quindi aspettiamo e la guerra non ci spaventa”.

Al centro delle tensioni resta il Libano. Nella notte, secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane (Idf), sarebbero stati intercettati almeno due proiettili lanciati dal territorio libanese e rivendicati da Hezbollah. L’episodio si inserisce in un quadro di continui scambi di attacchi lungo il confine tra Israele e la milizia sciita sostenuta dall’Iran.

Nelle ore precedenti, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva annunciato un imminente attacco su Beirut, dopo l’escalation registrata negli ultimi giorni. In risposta, Teheran avrebbe sospeso le trattative in corso con gli Stati Uniti e minacciato la chiusura di importanti rotte marittime strategiche, tra cui lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb.

Secondo indiscrezioni riportate da alcuni organi di stampa internazionali, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe avuto un duro colloquio telefonico con Netanyahu. Tra le frasi attribuite al presidente americano figura: “Sei pazzo, senza di me saresti in prigione”. Le ricostruzioni non hanno al momento ricevuto conferme ufficiali.

Resta critica anche la situazione in Ucraina. Secondo le autorità di Kiev, nella notte la Russia avrebbe lanciato un massiccio attacco con droni e missili su diverse aree del Paese. Il bilancio provvisorio sarebbe di almeno 13 morti, tra cui un bambino.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che Mosca “ha lanciato contro i nostri cittadini 656 droni e 73 missili di vari tipi”. Il capo dello Stato ucraino ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare le difese del Paese, sostenendo che “se l’Ucraina non sarà protetta dagli attacchi balistici e da altri missili, questi attacchi continueranno”.

Per Zelensky resta quindi “assolutamente necessario” il sostegno degli Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda la fornitura di sistemi missilistici e strumenti di difesa aerea in grado di contrastare gli attacchi russi.

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