Marco Pannella, dieci anni dopo: il leader radicale che lasciò il segno anche a San Marino

da | 20 Mag 2026

Dieci anni senza Marco Pannella. Dieci anni dall’addio a una delle figure più controverse, divisive, amate e combattute della storia politica italiana del Novecento. Il 19 maggio 2016 si spegneva a Roma, all’età di 86 anni, il leader storico del Partito Radicale, protagonista di battaglie che hanno cambiato il volto dell’Italia: dal divorzio all’aborto, dai diritti civili alla situazione carceraria, fino alle campagne contro la fame nel mondo e alle grandi mobilitazioni nonviolente.

A dieci anni dalla sua scomparsa, il suo ricordo resta vivo anche nella Repubblica di San Marino, territorio che nel corso dei decenni ha incrociato più volte il cammino politico del leader radicale. Un rapporto costruito attraverso campagne elettorali, mobilitazioni pubbliche, dibattiti sui diritti civili e una presenza costante nelle dinamiche politiche e mediatiche del Titano.

Marco Pannella non fu soltanto un politico. Fu un metodo. Una voce fuori dal coro. Un uomo che trasformò il corpo in strumento politico, i digiuni in forma di lotta, la nonviolenza in azione concreta. Aveva la capacità di dividere profondamente l’opinione pubblica ma anche quella, rarissima, di lasciare un’impronta persino tra chi non condivideva le sue idee.

Fondatore e anima del Partito Radicale, Pannella ha attraversato oltre mezzo secolo di storia italiana senza quasi mai occupare posizioni di governo, ma incidendo profondamente sul dibattito pubblico. Le sue campagne referendarie hanno accompagnato alcuni dei più grandi cambiamenti sociali del Paese. Il suo stile diretto, provocatorio, spesso spiazzante, ha anticipato forme moderne di comunicazione politica.

Anche San Marino, pur nelle sue dimensioni ridotte, rappresentò per il leader radicale uno spazio importante. Negli anni Ottanta e Novanta il rapporto tra il Partito Radicale e la Repubblica si consolidò attraverso contatti politici, campagne di sensibilizzazione e iniziative pubbliche. Il Titano divenne spesso punto di riferimento logistico e mediatico per alcune delle grandi battaglie radicali.

Tra gli episodi più significativi resta il 1981, anno simbolo nella storia politica pannelliana. Fu l’anno del referendum sull’aborto e delle grandi campagne radicali che portarono il Paese a votare sui temi della legge 194, dell’ergastolo, del porto d’armi e dell’ordine pubblico. Fu anche il periodo del celebre “Manifesto dei Nobel”, promosso da Pannella per denunciare quello che definiva il “nuovo Olocausto”: la morte per fame e sottosviluppo di milioni di persone nel mondo.

Il leader radicale, in quella fase, costruì una mobilitazione straordinaria. Dopo la bocciatura referendaria del maggio 1981, che vide prevalere il no alle proposte radicali in un clima politico durissimo, convocò uno storico congresso straordinario a Villa Borghese, richiamando quelli che definiva i tre pilastri dell’azione radicale: “la nonviolenza, il diritto e i referendum”. Una linea politica che avrebbe continuato a caratterizzarlo fino agli ultimi anni.

Proprio in quegli anni il legame con San Marino si fece più evidente. Il territorio sammarinese e la sua vicinanza geografica con la Romagna e con il nord Italia rappresentavano per i radicali un punto strategico. Le emittenti sammarinesi contribuirono ad amplificare alcune battaglie sui diritti civili e il Titano fu più volte tappa di iniziative pubbliche e campagne politiche.

Resta negli archivi fotografici della Fondazione Mary Evans una delle immagini simbolo di quel rapporto: “Radical Party Leader important Marco Pannella campaigning in San Marino, Italy, September 1981”, testimonianza concreta di una presenza diretta sul territorio sammarinese in uno dei momenti più delicati della stagione radicale.

Sul Titano arrivarono anche le celebri mobilitazioni dei Club Pannella, gli incontri politici e le manifestazioni pubbliche che caratterizzavano il modo di fare politica del leader radicale: piazze, comizi, confronto diretto, presenza fisica.

Anche sul piano mediatico il rapporto è rimasto forte nel tempo. La radiotelevisione pubblica sammarinese ha seguito negli anni le principali campagne radicali, archiviando confronti, dibattiti e partecipazioni televisive dello storico leader. Negli archivi di San Marino RTV sono conservate anche interviste e servizi che lo vedono protagonista. Nel 2017 la stessa emittente dedicò a Pannella una puntata speciale della trasmissione “A che punto è la notte? Sei profeti del nostro tempo”, definendolo una delle figure più significative del Novecento politico italiano.

Quando il 19 maggio 2016 arrivò la notizia della sua morte, anche la politica sammarinese reagì con parole che raccontano quanto la sua figura fosse riuscita a oltrepassare i confini nazionali.

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