Le opposizioni: “Governo e maggioranza proseguono nell’insabbiamento del cosiddetto affaire bulgaro”

da | 17 Apr 2026

Scontro politico in Consiglio sul tema della Commissione d’inchiesta e sull’andamento delle indagini legate all’Affaire Bulgaro. Le forze di opposizione accusano la maggioranza di voler controllare i lavori della Commissione e di compromettere le garanzie istituzionali.

Nella mattinata di oggi, in Consiglio, la maggioranza ha deciso di forzare la mano e di proseguire pervicacemente nel suo progetto di istituire una Commissione d’Inchiesta pienamente addomesticata”, si legge nella nota diffusa dall’opposizione.

Secondo quanto riportato, la composizione proposta non garantirebbe equilibrio tra le parti. “La Commissione […] dovrebbe essere controllata dalla maggioranza, lasciando una rappresentanza solo simbolica ai gruppi di opposizione […] una scelta molto diversa rispetto alle ultime Commissioni analoghe, ove la composizione era paritetica”.

Le critiche si concentrano anche sulle modalità operative ipotizzate. “Il PDCS e i suoi servili scudieri […] dimostrano di voler pilotare i lavori della Commissione, scegliendo a colpi di maggioranza quali documenti acquisire, quale audizioni effettuare e su cosa e chi indagare”.

Nel mirino anche i tempi di avvio della Commissione. “La maggioranza e il governo […] tentano anche di rimandare il più lontano possibile l’inizio dei suoi lavori […] forse nella patetica speranza che i sammarinesi dimentichino lo scandalo”.

Nel corso della seduta è intervenuto anche il Segretario alla Giustizia Stefano Canti, le cui dichiarazioni sono state contestate dall’opposizione. “Siamo prossimi alla conclusione delle indagini che arriveranno verosimilmente entro fine maggio”, ha affermato Canti, secondo quanto riportato.

Parole che, per l’opposizione, sollevano interrogativi sul rapporto tra politica e magistratura. “Lasciando così intendere che a condurre le indagini sarebbe il Governo stesso […] addirittura prospettando una tempistica per la chiusura del fascicolo”.

Ulteriori critiche arrivano anche in relazione a dichiarazioni di esponenti della maggioranza. “Un consigliere di maggioranza […] ha dichiarato che il Segretario Canti avrebbe ‘semplicemente’ telefonato al Dirigente del Tribunale per sapere quando si sarebbero chiuse le indagini”.

Nella nota si parla di un quadro ritenuto grave sul piano istituzionale. “È evidente che la separazione dei poteri e lo stato di diritto […] sono stati gravemente compromessi”, affermano le opposizioni, che annunciano l’intenzione di proseguire l’azione politica sul tema.

Le forze di opposizione continueranno a difendere lo stato di diritto e a lottare per appurare le responsabilità politiche intorno all’Affaire Bulgaro […] per garantire alla cittadinanza il diritto alla trasparenza e alla verità”, conclude il documento.

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