Redditi non dichiarati per 350mila euro, ma il caso finisce nel nulla. Nessuna assoluzione, nessuna condanna: solo prescrizione. E il merito resta senza risposta.
A San Marino si chiude senza un vero verdetto una vicenda fiscale da quasi 60mila euro di imposta evasa (oltre sanzioni). Il procedimento a carico di un 46enne, amministratore unico della Crew Advanced Aviation S.r.l., si è infatti fermato prima ancora di entrare nel vivo: reato prescritto.
Tradotto: il tempo ha superato il processo.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti dell’Ufficio Tributario, al centro della contestazione ci sarebbero redditi non dichiarati per circa 350mila euro, relativi agli anni d’imposta 2014 e 2016. Due episodi distinti, entrambi qualificati come evasione fiscale.
Nel dettaglio, per il 2014 l’accusa parlava di circa 150mila euro non dichiarati, con un’evasione di 25.500 euro, appena sopra la soglia penale prevista all’epoca. Per il 2016, invece, l’imposta evasa contestata era di 34mila euro.
Complessivamente, quasi 59.500 euro, cifra che – considerando sanzioni e accessori – avrebbe potuto superare i 100mila euro.
Ma il processo non è mai arrivato al punto.
La prescrizione è intervenuta prima dell’udienza, bloccando di fatto ogni valutazione nel merito. Nessuna possibilità di accertare responsabilità, ma neanche di pronunciare un’assoluzione piena più favorevole all’imputato.
Un elemento che lascia la vicenda sospesa: formalmente chiusa, ma sostanzialmente irrisolta.
La società coinvolta, attiva nella commercializzazione di velivoli (in passato nota come “Tangosette S.r.l.”), vedeva nel 46enne il proprio amministratore unico. Nel corso del procedimento non è stato escluso che potesse trattarsi di un prestanome, ma anche su questo fronte non è stato possibile andare oltre le ipotesi.
Risultato finale: reato estinto.
E una domanda che resta aperta: quanto pesa, oggi, il fattore tempo nei procedimenti fiscali più complessi?




