Da oggi il Consiglio Grande e Generale riapre i lavori e lo fa con una sessione che promette tensione alta fin dalle prime ore. Non è una convocazione qualunque: sul tavolo ci sono temi che toccano equilibri politici, interessi economici e responsabilità istituzionali, con il “piano parallelo” pronto a diventare il detonatore dello scontro.
Le prime battute scorrono tra comunicazioni e nomine, ma il clima cambia rapidamente con la raffica di decreti da ratificare. Al centro finiscono carburanti, costo dell’energia e misure economiche, in un momento in cui imprese e cittadini chiedono risposte concrete.
Il vero punto di rottura arriva però più avanti. In aula approdano tre diversi progetti per istituire commissioni d’inchiesta sulla vicenda della Banca di San Marino e sul cosiddetto “piano parallelo”, una delle questioni più controverse degli ultimi anni. Versioni diverse, obiettivi diversi, ma un unico effetto: alzare il livello dello scontro politico.
Nel frattempo scorrono anche altre riforme: finanza, giovani, sport e perfino l’inno ufficiale dello Stato. Ma è chiaro che tutto passerà in secondo piano davanti a una battaglia che si preannuncia durissima, tra accuse, ricostruzioni opposte e tentativi di fare chiarezza su una vicenda ancora piena di ombre.
A chiudere, ordini del giorno su energia e disinformazione e la relazione sulla criminalità organizzata, che riporta al centro il tema della sicurezza.
Una cosa è certa: questa sessione non sarà routine. Sarà uno snodo politico vero, dove il caso del “piano parallelo” rischia di cambiare gli equilibri.




