Si chiude con una conciliazione davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Paride Andreoli, ex Segretario di Stato sammarinese. Come riportato da L’Informazione, il procedimento penale era già stato dichiarato prescritto il 17 febbraio 2025, dopo oltre nove anni, a causa dei lunghi tempi della giustizia e del mancato calendario dell’udienza nonostante il rinvio a giudizio.
Il difensore, l’avvocato Stefano Pagliai, aveva commentato parlando di un esito che “lascia l’amaro in bocca”, pur senza rinunciare alla prescrizione. Diversa invece la scelta sul fronte europeo: Andreoli ha proseguito il ricorso a Strasburgo, assistito dall’avvocato Elena Zaghini, per denunciare l’eccessiva durata del processo e la violazione dei diritti garantiti.
Dopo l’ammissibilità del ricorso, il Governo sammarinese ha scelto di non affrontare il giudizio nel merito, optando per una soluzione conciliativa. La Corte ha quindi preso atto dell’accordo tra le parti: Andreoli rinuncia a ulteriori pretese e lo Stato si impegna a versare un risarcimento di 6.000 euro entro tre mesi.
La decisione chiude definitivamente il caso, evitando ulteriori sviluppi giudiziari a livello europeo, ma lascia aperto il tema dei tempi della giustizia, già al centro della vicenda che ha portato alla prescrizione del processo.




