Potrebbe essere una partita molto più delicata di quanto appaia quella che si starebbe giocando attorno al rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino. Un passaggio che, almeno sulla carta, dovrebbe seguire un iter chiaro e definito, ma che nei fatti si trasformerebbe in un vero e proprio risiko politico e istituzionale.
Il CdA di Carisp, come previsto, viene nominato dall’Assemblea dell’Azionista Unico, che coincide con l’Eccellentissima Camera, ovvero lo Stato sammarinese. E’ proprio quest’ultimo a dover scegliere i componenti per il nuovo triennio, aprendo così una fase che si preannuncerebbe tutt’altro che lineare.
Tra i partiti, infatti, il toto-nomi sarebbe già iniziato da giorni, se non da settimane. E nelle stanze della maggioranza circolerebbe con una certa insistenza un nome che potrebbe sparigliare gli equilibri: quello di Francesca Mularoni.
Tuttavia, non mancherebbero le perplessità. Qualcuno, infatti, farebbe notare come potrebbero emergere possibili profili di incompatibilità o, quantomeno, situazioni che rischierebbero di apparire inopportune sotto il profilo dell’opportunità istituzionale.
Secondo quanto starebbe circolando, da una visura societaria emergerebbe che la stessa Francesca Mularoni risulterebbe amministratore unico di una società il cui socio unico sarebbe Luca Simoni. Un elemento che, di per sé, potrebbe non configurare automaticamente un’incompatibilità formale, ma che aprirebbe comunque interrogativi sul piano dell’opportunità.
Il nodo diventerebbe ancora più sensibile se si considerasse che Luca Simoni ricopre il ruolo di Direttore Generale proprio in Cassa.




