La crisi energetica torna a colpire il trasporto aereo europeo. Lufthansa ha deciso di cancellare circa 20mila voli tra maggio e ottobre, intervenendo in modo deciso sulla programmazione estiva per contenere i costi sempre più elevati del carburante.
Alla base della scelta c’è l’impennata del prezzo del jet fuel, più che raddoppiato negli ultimi mesi, una dinamica collegata alle tensioni in Medio Oriente che stanno mettendo sotto pressione l’intero settore. La compagnia tedesca ha quindi scelto di ridurre soprattutto i collegamenti a corto raggio, puntando a concentrare le risorse sulle rotte più redditizie.
Gli effetti sono già concreti: circa 120 voli al giorno sono stati eliminati, e ulteriori aggiustamenti non sono esclusi nelle prossime settimane. Pur rappresentando una quota limitata del totale, il segnale è chiaro: il modello di crescita del traffico aereo in Europa sta cambiando.
La decisione arriva in un momento delicato, alle porte della stagione estiva, con possibili ripercussioni su prezzi dei biglietti e disponibilità dei voli.
Intanto da Bruxelles si prova a rassicurare: non manca il carburante, ma il mercato è sotto forte pressione per i costi. La Commissione europea segue da vicino l’evoluzione e sta preparando misure di coordinamento tra gli Stati membri, attese a breve.




