A un anno dalle prime trattative per la cessione di un istituto di credito sammarinese, Repubblica Futura torna sul tema sostenendo che la situazione sia rimasta sostanzialmente immutata e che continuino a pesare incertezze sia sul piano politico sia su quello istituzionale.
“In dodici mesi il tempo nel settore bancario pare essersi fermato. Un anno fa una banca era in vendita, un soggetto estero stava interloquendo con proprietà, autorità di vigilanza e governo per perfezionare l’acquisto“, si legge nel comunicato. Il movimento ricorda inoltre che “il Segretario di Stato per le Finanze, scendendo verso il mare, si presentava in pantaloni corti a una assemblea dei soci per esprimere il suo assenso alla vendita. La maggioranza si divideva sul piano A e il piano B“.
Secondo Repubblica Futura, dodici mesi dopo il quadro sarebbe rimasto sostanzialmente lo stesso. “Passano dodici mesi e siamo ancora purtroppo più o meno lì. La banca è sempre in vendita. In maggioranza c’è chi sostiene il piano A e chi il piano B. C’è un nuovo soggetto estero che sta mettendo il piede dentro la banca. Viene evocata di nuovo Banca Centrale per un fast track nelle valutazioni preliminari alla vendita“, afferma la nota.
Pur precisando di “non intendere entrare nelle questioni di un istituto di credito privato“, il movimento evidenzia come “certe scelte, in teoria private, spesso impattano su questioni di primaria grandezza per il nostro Paese, come stiamo sperimentando con l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea“.
Nel comunicato trova spazio anche un riferimento al furto avvenuto ai danni del caveau e delle cassette di sicurezza dell’istituto. “RF esprime vicinanza a tutte le persone coinvolte nel più grave furto della storia della Repubblica di San Marino. Il silenzio che aleggia sulla questione è sospetto e preoccupante. Le decine di cittadini involontari protagonisti del furto meritano una risposta, poiché riteniamo che la sicurezza sia uno degli elementi strategici per uno Stato“, si legge.
Repubblica Futura critica inoltre le diverse posizioni emerse all’interno della maggioranza sul futuro della banca. “Anche ora ci sono idee divergenti in maggioranza. Un Segretario di Stato evoca in Commissione Consiliare un piano B, alternativo alla vendita a un soggetto estero. Uno dei leader della maggioranza spiega pubblicamente, come un anno fa, perché non vendere ora ad un soggetto estero e come organizzare il piano B“, prosegue il comunicato.
Il movimento richiama anche le indiscrezioni relative a un possibile intervento pubblico. “Ci sono poi le voci di interventi dello Stato, con il Segretario Gatti che nel progetto di legge per la variazione del bilancio 2026 pare intenzionato ad alzare di 50 milioni di euro le previsioni di emissioni di debito pubblico. RF rileva come si continui nella linea dell’ambiguità e della confusione. Non sappiamo se lo Stato ci sta mettendo dei soldi o li metterà. Non si capisce se il governo ha un piano o sta alla finestra“, afferma la nota, che esprime anche “vicinanza ai dipendenti che in questi mesi stanno vivendo una situazione di incertezza e sono a nostro giudizio il vero valore e capitale da tutelare“.
Nella parte finale del comunicato Repubblica Futura allarga lo sguardo alle principali questioni aperte nel settore bancario e istituzionale. “L’unica cosa certa in dodici mesi sono i problemi, tanti, con il governo e maggioranza dentro fino al collo“, sostiene il movimento, citando tra gli altri il dissequestro di otto milioni di euro disposto nei confronti del banchiere coinvolto nel precedente tentativo di acquisizione, il percorso dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, la futura Commissione d’Inchiesta, il procedimento penale sul cosiddetto “piano parallelo” e l’arbitrato internazionale.
La nota si conclude con un giudizio critico sull’operato dell’esecutivo: “RF ritiene imbarazzante che uno Stato che intende affacciarsi in Europa con le carte in regola non riesca nemmeno a gestire con normalità una questione semplice come la vendita di azioni di un istituto di credito. Non è accettabile che il governo continui a farsi di nebbia fra piano A e piano B, banche, banchieri e procedimenti penali“.





