L’accordo di associazione tra l’Unione Europea, il Principato di Andorra e la Repubblica di San Marino torna al centro del dibattito europeo. Gli eurodeputati Stefano Cavedagna, Laura Ballarín e Marco Falcone hanno inviato due lettere, una alla nuova Presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea e una al commissario europeo Maroš Šefčovič, chiedendo un rinnovato impegno politico e diplomatico per consentire al dossier di avanzare dopo mesi di stallo.
Nella lettera indirizzata all’ambasciatrice irlandese presso l’Unione europea Aingeal O’Donoghue e al primo ministro irlandese Micheál Martin, gli eurodeputati sottolineano che l’accordo “è il risultato di nove anni di negoziati pazienti e meticolosi” e rappresenta, secondo la stessa Commissione europea, “il quadro di associazione più completo che l’Unione europea abbia mai offerto a un Paese terzo, garantendo ad Andorra e San Marino un accesso effettivo al mercato interno in tutte e quattro le libertà, sotto la supervisione della Commissione europea e la giurisdizione della Corte di Giustizia”.
I tre parlamentari ricordano inoltre il largo sostegno espresso dall’Eurocamera. “Il Parlamento europeo ha adottato la sua relazione interlocutoria su questo accordo nel febbraio 2026 con 552 voti favorevoli, riflettendo una convinzione realmente trasversale che si tratti di un dossier di importanza strategica e non semplicemente di una questione tecnica”, scrivono.
Gli eurodeputati riconoscono poi il lavoro svolto dalla precedente Presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue. “Desideriamo mettere agli atti il riconoscimento del significativo impegno investito dalla Presidenza cipriota nel tentativo di far avanzare l’accordo durante il primo semestre del 2026. La Presidenza ha convocato numerosi cicli di discussioni tecniche nel Gruppo di lavoro EFTA e ha portato avanti la questione a livello Coreper con autentica determinazione, nonostante i vincoli posti dalla riserva ancora mantenuta da uno Stato membro. Il lavoro svolto sotto la Presidenza cipriota costituisce una solida base sulla quale la Presidenza irlandese può costruire.”
Nel documento viene individuata chiaramente la causa dell’attuale blocco. “La riserva mantenuta dalla Bulgaria, derivante da una controversia commerciale bilaterale estranea al contenuto dell’accordo stesso, ha finora impedito all’accordo di avanzare in Consiglio”, si legge nella lettera.
Per questo motivo i tre eurodeputati chiedono all’Irlanda di assumere un ruolo attivo. “Riteniamo importante che l’Irlanda sia consapevole fin dall’inizio dell’urgenza che il Parlamento attribuisce a questo dossier e dei costi concreti – per la credibilità dell’Unione, per i cittadini di Andorra e San Marino e per la coerenza della politica di vicinato dell’Ue – di un ulteriore ritardo”, affermano.
Da qui l’invito rivolto alla Presidenza irlandese: “Invitiamo rispettosamente la Presidenza irlandese a impegnarsi, in stretta cooperazione con la Commissione, nello sforzo diplomatico bilaterale necessario a creare le condizioni affinché la riserva ancora pendente possa essere risolta, sia attraverso un chiarimento delle disposizioni pertinenti sia attraverso altri mezzi appropriati nell’ambito del quadro dell’Unione europea.”
Una seconda lettera è stata inviata al commissario europeo Maroš Šefčovič, responsabile per il Commercio e le Relazioni interistituzionali. Anche in questo caso gli eurodeputati ribadiscono il forte sostegno del Parlamento europeo all’accordo.
“La relazione interlocutoria adottata nel febbraio 2026, con 552 voti favorevoli, riflette un consenso parlamentare che rappresenta il riconoscimento della qualità e dell’ambizione del lavoro che la Commissione ha svolto per portare questo accordo allo stadio attuale”, scrivono.
I tre parlamentari evidenziano come il negoziato sia fermo “a causa della riserva mantenuta da uno Stato membro che collega la propria posizione a una questione commerciale bilaterale estranea al contenuto dell’accordo”, ricordando ancora una volta il lavoro svolto dalla Presidenza cipriota e auspicando che “le basi poste durante il semestre cipriota consentano alla Presidenza irlandese entrante di compiere rapidi progressi.”
Alla Commissione europea viene quindi chiesto di mantenere alta l’attenzione sul dossier. “Ciò che chiediamo alla Commissione in questa fase è una prosecuzione – e, ove possibile, un’intensificazione – del ruolo costruttivo che ha già svolto”, si legge nella lettera.
Gli eurodeputati chiedono inoltre che il Parlamento europeo venga costantemente informato sull’evoluzione del negoziato. “Saremmo grati se la Commissione potesse tenere informato il Parlamento europeo, attraverso un briefing strutturato alle commissioni competenti, sulla propria valutazione delle opzioni procedurali disponibili per far avanzare il dossier e sulle iniziative che intende assumere nel contesto del passaggio di consegne tra la Presidenza cipriota e quella irlandese.”
Pur riconoscendo la delicatezza del confronto diplomatico, i firmatari ritengono fondamentale il coinvolgimento dell’Eurocamera. “Riteniamo importante che il Parlamento europeo rimanga strettamente associato al processo mentre esso si sviluppa e che le tre commissioni che hanno contribuito alla relazione interlocutoria continuino a ricevere aggiornamenti regolari e sostanziali.”
Le due iniziative puntano così a riportare al centro dell’agenda europea il dossier sull’Accordo di associazione con San Marino e Andorra, chiedendo un’accelerazione dei lavori affinché venga superato lo stallo che ne impedisce l’approvazione definitiva in Consiglio.





