La Banca centrale di San Marino vuole accorciare i tempi dell’integrazione finanziaria europea, rispetto al percorso che può durare fino a quindici anni previsto dall’accordo di associazione. È uno degli elementi emersi nell’articolo di Carlotta Scozzari pubblicato il 26 ottobre su Affari & Finanza di Repubblica, dedicato all’apertura del Titano al mercato unico.
L’intesa firmata il 19 ottobre offre nuove prospettive a banche e intermediari, ma l’accesso ai mercati finanziari non sarà automatico. Procederà per comparti, dopo le verifiche sulle regole, sulla vigilanza e sulla solidità del sistema.
La presidente di Bcsm Catia Tomasetti indica l’obiettivo di completare il percorso più rapidamente, considerando che alcuni settori risultano già allineati agli standard europei. Il passaporto europeo consentirebbe agli operatori sammarinesi di lavorare nell’Unione in condizioni di reciprocità, ampliando la scelta e la concorrenza per famiglie e imprese.
A sostenere questo passaggio sono i risultati del risanamento. Secondo i dati riportati dal quotidiano, l’incidenza dei crediti deteriorati lordi è scesa dal 61,3% del 2019 al 14,7% del 30 giugno 2026, passando per il 24,6% di giugno 2024. Alla riduzione ha contribuito la cartolarizzazione del 2023.
Nel frattempo è cambiata la raccolta bancaria, oggi pari a 7,3 miliardi di euro, contro i 14,5 miliardi del 2008. La quota riconducibile ai non residenti è passata da oltre il 60% a meno del 10%.
Il direttore generale di Bcsm Andrea Vivoli richiama il lavoro svolto sulla qualità degli attivi, sul capitale degli istituti, sulla governance e sull’efficacia dei controlli. Nel 2024 è stato inoltre avviato il confronto bilaterale con l’Autorità bancaria europea per la collaborazione e lo scambio di informazioni di vigilanza.
Restano aperte vicende delicate. Affari & Finanza ricorda la tentata scalata alla Banca di San Marino da parte di Starcom Holding, sulla quale il processo inizierà il 29 ottobre, mentre proseguono i lavori della commissione parlamentare d’inchiesta.
La Repubblica guarda anche a nuove collaborazioni: sono in corso contatti con operatori italiani per ammodernare i sistemi informativi e si cerca un solido partner europeo, disponibile a sostenere il rafforzamento del sistema bancario anche attraverso interventi sul capitale.
