Steven Raul James era stato condannato in Italia per abusi sessuali su quattro ragazzini durante un Football Camp a Carpegna, ma continuava a lavorare nelle cucine degli asili nido di San Marino. La condanna a quattro anni e quattro mesi era diventata definitiva nel marzo 2025. Il suo ultimo incarico nei nidi si è concluso il 6 agosto. Il 23 agosto è stato arrestato a Rimini.
È il caso al centro degli approfondimenti della Commissione tecnico-amministrativa istituita dal Congresso di Stato. Gli avvocati Gianna Burgagni e Daniele Cherubini (nella relazione che sarà discussa al Comma 33 del Consiglio Grande e Generale attualmente in corso) hanno ricostruito le comunicazioni tra Italia e San Marino, le verifiche sulle dichiarazioni presentate per lavorare nel settore pubblico e i passaggi che hanno preceduto l’arresto.
Individuando criticità e proponendo modifiche ai controlli e alle misure di prevenzione.
I fatti per i quali James è stato condannato risalgono all’estate del 2021, durante un camp di calcio a Carpegna. Le vittime erano quattro minori di 14 anni provenienti da Ancona. La condanna riguarda atti sessuali con minorenni, corruzione di minorenni e violenza sessuale.
Il primo giudizio si è concluso a Urbino nel febbraio 2023. Nel maggio 2024 la Corte d’appello di Ancona ha rideterminato la pena in quattro anni e quattro mesi di reclusione. Nel marzo 2025 la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rendendo definitiva la condanna.
Nel frattempo James aveva ottenuto incarichi nella scuola sammarinese. Tra settembre 2023 e marzo 2024 aveva lavorato per la Direzione delle scuole elementari come bidello-cuoco.
Nell’aprile 2025, quando la condanna italiana era ormai definitiva, aveva sottoscritto una nuova autocertificazione per una sostituzione come addetto asilo nido, dichiarando l’assenza di condizioni incompatibili con l’incarico.
Dal 24 aprile al 22 giugno 2025 ha prestato servizio soprattutto nella cucina del nido di Cailungo, con alcune giornate a Dogana e Città. Dal 23 giugno al 6 agosto è stato assegnato al plesso di Dogana.
Su questo punto la ricostruzione precisa che ha lavorato soltanto nelle cucine e non risulta abbia avuto contatti diretti con i bambini nelle sezioni. La sua qualifica non consentiva di svolgere altre mansioni all’interno dei nidi.
Le incongruenze nelle dichiarazioni presentate agli uffici erano però emerse già prima. Nel luglio 2023 e nel settembre 2024, James aveva dichiarato di non avere carichi pendenti. I controlli avevano invece fatto emergere un procedimento sammarinese per percosse, relativo a fatti del 2021.
Quel reato non era stato considerato un ostacolo all’iscrizione nelle liste di avviamento al lavoro, perché non raggiungeva le soglie di pena previste per impedire l’accesso al pubblico impiego. Restava comunque la differenza tra quanto dichiarato e quanto risultava dai certificati, rilevata dai due esperti.
Il procedimento italiano per gli abusi non compariva invece nelle certificazioni sammarinesi acquisite in quelle occasioni. Ed è su questo passaggio che emerge il problema delle comunicazioni tra i due Paesi.
La prima segnalazione attraverso Interpol arriva a San Marino il 12 giugno 2025 e riguarda l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Urbino. L’ufficio sammarinese risponde nella stessa giornata, mentre la Gendarmeria avvia verifiche sulla presenza di James in territorio e sulle sue abitudini. Il giorno seguente viene informata l’autorità giudiziaria.
Le comunicazioni di Interpol erano soggette al divieto di diffusione a terzi senza la preventiva autorizzazione dell’autorità italiana. Non potevano quindi essere trasferite liberamente agli uffici amministrativi per utilizzarle nei controlli sul lavoro.
Il 18 giugno la Segreteria di Stato per la Giustizia riceve dalla Procura generale di Ancona una richiesta di assistenza per l’estradizione. Il 30 giugno la trasmette al Tribunale e il 2 luglio il segretario di Stato informa il Congresso di Stato dei reati, della richiesta italiana e della volontà del condannato di scontare la pena sul Titano.
Nel frattempo, su iniziativa della Procura fiscale, viene richiesto all’Italia il certificato penale aggiornato. Arriva l’11 luglio 2025 e la condanna viene inserita nel casellario sammarinese.
L’Ufficio del lavoro acquisisce il certificato con la condanna il 26 agosto, dopo una nuova richiesta urgente di verifica delle autocertificazioni. Il giorno successivo presenta una denuncia per le presunte false dichiarazioni di James.
Tre giorni prima, il 23 agosto, era scattato l’arresto a Rimini, con la collaborazione della Gendarmeria nel monitoraggio dei suoi spostamenti.
San Marino aveva negato l’estradizione in ragione della cittadinanza sammarinese di James. Nella valutazione di Burgagni e Cherubini, la condanna italiana non costituiva da sola un titolo per arrestarlo sul Titano e fargli scontare la pena: per l’esecuzione in Repubblica occorreva una procedura distinta.
La criticità principale individuata dai due avvocati riguarda lo scambio delle informazioni sui procedimenti penali ancora in corso. Il sistema descritto prevede comunicazioni periodiche tra Italia e San Marino sulle condanne definitive, mentre manca un obbligo convenzionale di segnalazione reciproca dei carichi pendenti.
Da qui la proposta di rafforzare accordi e procedure con l’Italia, almeno per alcune categorie di reato, per fare arrivare le informazioni necessarie ai controlli agli uffici competenti in tempo utile, rispettando i vincoli di riservatezza.
Sul fronte interno, Burgagni e Cherubini suggeriscono di rendere espressamente obbligatoria la verifica delle autocertificazioni anche al momento dell’iscrizione e dell’accesso alle graduatorie pubbliche, oltre che nei casi già previsti per concorsi e assegnazione dei posti.
Per chi presenta dichiarazioni false viene proposto di valutare pene più severe e un’applicazione più ampia dell’interdizione, insieme alla possibilità di impedire l’accesso futuro a determinati benefici ottenuti con dichiarazioni non veritiere.
Un altro intervento riguarda la protezione dei minori prima dell’eventuale estradizione. La proposta è consentire all’autorità giudiziaria, sulla base della pericolosità del soggetto e con le necessarie garanzie, di disporre divieti di avvicinamento ai luoghi frequentati dai minori e sospensioni dalle attività lavorative che comportano contatti con bambini e ragazzi.
Viene inoltre indicata una modifica per rendere esplicita la possibilità di perseguire a San Marino gli atti sessuali su minori previsti dall’articolo 173 anche quando commessi all’estero da cittadini sammarinesi o persone abitualmente residenti in Repubblica, oppure ai danni di cittadini e residenti sammarinesi. Un’estensione da valutare anche per altri reati contro i minori.
Quanto al divieto di lavorare nella pubblica amministrazione per chi sia stato condannato per reati sessuali sui minori, le possibilità prospettate sono due: un’esclusione generale oppure un divieto riferito agli incarichi che comportano contatti, anche occasionali, con minorenni. Le modifiche dovrebbero riguardare concorsi, graduatorie, sostituzioni, mobilità e rapporti di lavoro già avviati.
