Il civile recupera terreno, il penale di primo grado rallenta. A San Marino il bilancio della giustizia del 2025 mette insieme un netto taglio delle cause civili ancora aperte e tempi più lunghi per arrivare alla conclusione dei processi penali. Intanto aumentano le nuove indagini e resta la richiesta di rafforzare la polizia giudiziaria, chiamata a lavorare su vicende sempre più complesse.
Sono alcuni dei temi che arriveranno in Consiglio Grande e Generale, nella sessione che riprende lunedì 26 ottobre. All’ordine del giorno c’è il punto sullo stato della giustizia, affidato al dirigente del Tribunale Giovanni Canzio, con il successivo dibattito.
Il risultato più evidente riguarda il civile di primo grado. Alla fine del 2025 i procedimenti ancora da chiudere sono 934, contro i 1.309 di inizio anno: 375 in meno, una riduzione di quasi il 29%. Nello stesso periodo le nuove iscrizioni scendono da 735 a 663, mentre i procedimenti conclusi salgono da 835 a 1.038.
In pratica, si chiudono più cause di quante ne arrivino e si intacca l’arretrato. La durata media dei procedimenti definiti si attesta a 481 giorni. Rimane però da accelerare il lavoro sulla volontaria giurisdizione, il settore che comprende diverse attività di tutela e autorizzazione affidate al giudice.
Anche nell’appello civile le pendenze calano, passando da 105 a 85. I procedimenti conclusi sono 68, a fronte di 48 nuove iscrizioni, e la durata media scende da 661 a 598 giorni.
Sul fronte penale, invece, le nuove iscrizioni passano da 1.028 a 1.117. Una parte consistente del lavoro riguarda i reati contro il patrimonio. In testa alle tipologie più numerose c’è l’uso indebito di carte di credito o documenti analoghi, con 265 procedimenti, seguito dalla guida in stato di alterazione psicofisica, con 129. Le truffe sono 91.
Ci sono poi 36 procedimenti per produzione, traffico e detenzione illeciti di stupefacenti, 33 per appropriazione indebita, 19 per lesioni personali e 18 per furto. Quindici riguardano maltrattamenti contro familiari e conviventi, altrettanti il riciclaggio. Si tratta di iscrizioni giudiziarie, quindi di vicende da accertare, non di condanne.
Il punto più delicato resta il dibattimento penale di primo grado. I procedimenti pendenti aumentano da 300 a 330. Quelli conclusi nel corso dell’anno sono 133, contro i 213 del 2024, mentre la durata media passa da 730 a 777 giorni.
A pesare sono anche processi che hanno richiesto molte udienze e motivazioni particolarmente articolate. Tra questi, diverse vicende della cosiddetta galassia Banca CIS, dal processo Titoli a quello sugli ex organi sociali della banca, fino a Promovacanze, al mobbing in Banca Centrale e alle coassegnazioni.
Il confronto con il 2024 risente inoltre del deposito, in quell’anno, di sentenze arretrate accumulate in precedenza. Alle attività ordinarie si aggiungono i riesami delle misure cautelari, che richiedono una trattazione urgente e incidono sul calendario delle altre udienze. Ai giudici è stata comunque chiesta una chiusura più rapida dei procedimenti pendenti, anche attraverso programmi di lavoro con scadenze definite.
Diverso l’andamento dell’appello penale: nel 2025 vengono conclusi 113 procedimenti a fronte di 92 nuovi arrivi. Le pendenze si riducono così da 41 a 20.
Resta il capitolo delle prescrizioni. Nella fase delle indagini se ne contano 11, ma in cinque casi il reato era già prescritto quando è arrivata la denuncia. I giudizi conclusi con una sentenza di prescrizione sono 25 in primo grado, contro i 22 dell’anno precedente, e 10 in appello. Per questi ultimi il peso prevalente viene ricondotto ai ritardi nel deposito delle motivazioni delle sentenze di primo grado, già oggetto di censura disciplinare.
Le indagini più impegnative fanno emergere anche limiti pratici. Servono più uomini nella polizia giudiziaria e strumenti tecnologici adeguati, soprattutto quando gli accertamenti superano i confini della Repubblica. Tra gli ostacoli segnalati c’è l’assenza di apposite convenzioni o protocolli con l’Italia che consentano di eseguire intercettazioni telefoniche e ambientali oltre il territorio sammarinese.
Nel settore amministrativo, intanto, i procedimenti di primo grado ancora aperti scendono da 55 a 33, con una durata media di 472 giorni. In appello le pendenze passano da 11 a cinque.
Una parte del recupero di efficienza passa dalla digitalizzazione. Nel 2025 è stata completata quella dei fascicoli concorsuali e dal gennaio 2026 le relative procedure si svolgono esclusivamente sulla piattaforma telematica PGDIT. Il lavoro ha interessato anche i fascicoli penali pendenti e le nuove iscrizioni. La pubblicazione digitale delle decisioni permette alle parti di conoscerle subito, riducendo i tempi tra deposito e disponibilità della sentenza.
Accanto ai risultati restano questioni aperte. Canzio torna a chiedere una disciplina specifica per lo stato giuridico, gli stipendi e la previdenza dei magistrati. Per gli uffici amministrativi c’è invece da affrontare il ricambio legato ai pensionamenti, evitando di perdere competenze e di lasciare scoperti ruoli necessari al funzionamento delle cancellerie.
C’è infine la sicurezza della sede giudiziaria. Il dirigente chiede interventi urgenti sugli accessi e un presidio efficace e continuativo, a tutela di personale, avvocati e cittadini. Al momento della ricognizione era in preparazione un progetto per nuove modalità di ingresso, mentre resta la richiesta di una sede pienamente adeguata alle esigenze del Tribunale.
