Da almeno due anni chiedono numeri: quanto costerà l’Accordo con l’Europa allo Stato, e quanto personale servirà davvero.
Domani Motus Liberi torna a chiedere al Governo una valutazione degli impatti dell’Accordo di associazione. Il movimento vuole un piano di sviluppo economico e tempi certi per affrontare i cambiamenti. Dice di non essere mai stato contro l’Europa: contesta il metodo con cui il Governo ha gestito un passaggio destinato a incidere sul futuro della Repubblica.
Le domande sono precise: come dovrà organizzarsi la pubblica amministrazione e cosa cambierà per cittadini e imprese. D-ML chiede anche il referendum confermativo obbligatorio sugli accordi internazionali che incidono sulle competenze sovrane. E richiama l’intervento della consigliera Carlotta Andruccioli nella commissione congiunta del 12 ottobre: chiedeva un calendario con fasi, responsabili, scadenze e risorse.
Ora l’intesa dovrà tradursi in norme, procedure, strutture amministrative e competenze. D-ML chiede un programma pubblico, completo e verificabile, su cui il Consiglio Grande e Generale possa esercitare un controllo costante. Dice il movimento: «La firma non conclude il percorso: apre la fase più difficile».
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