“Tutte le regole possono essere perfette, ma poi occorrono le persone giuste al posto giusto e occorre una totale assenza di conflitti di interesse.” È il richiamo di Michela Pelliccioni (Gruppo Misto) durante il comma comunicazioni del Consiglio Grande e Generale. La consigliera ha affrontato la vicenda di Giochi del Titano, chiedendo controlli più efficaci e requisiti più stringenti per gli incarichi nel settore, e ha sollecitato il governo a intervenire sul sistema bancario e sulla pubblica amministrazione per cogliere le opportunità dell’Accordo con l’Unione Europea.
L’intervento integrale di Michela Pelliccioni (Gruppo Misto)
Io rubo trenta secondi per fare un semplice appello sugli orari di convocazione del Consiglio Grande e Generale, soltanto per ricordare che quella del consigliere è ancora un’attività non professionalizzata. La preghiera è quindi quella di stabilire orari che ci possano permettere di coordinare l’attività lavorativa con quella consiliare, senza dover effettuare una corsa continua, perché questo coordinamento diventa poi particolarmente complesso.
Chiusa questa parentesi e questa richiesta, parto anch’io parlando della firma, della storica firma dell’Accordo di associazione. È un obiettivo nel quale personalmente ho sempre creduto. Ho fatto una scelta precisa nel corso di questa legislatura, diventando consigliere indipendente proprio per dare pieno sostegno a questo percorso, e quindi oggi posso dire di provare un enorme orgoglio per aver raggiunto questo obiettivo, frutto di un’azione corale.
Un’azione corale che ci dice che l’Europa per noi è un’opportunità, ma è anche un costo. E permettetemi una battuta: chi meglio di me può dire che aver puntato sull’Europa non sia stato anche un costo personale?
Però, al di fuori di questa battuta, io credo che questo momento sia sicuramente un punto cruciale. C’è necessità di un’azione corale, ancora di un’azione corale, perché la politica deve dimostrare ora più che mai di essere in grado di fare politica.
Firmare è stato importante, ma saper attuare ciò che abbiamo firmato lo sarà ancora di più. L’opportunità è sicuramente enorme per le imprese e per i cittadini, ma le opportunità vanno colte attraverso azioni mirate e con una macchina amministrativa all’altezza. Altrimenti rischiamo di fare l’errore peggiore, quello di conquistare l’Europa sulla carta e poi schiantarci contro il muro della burocrazia.
Io, purtroppo, vedo ancora azioni mirate a boicottare questo percorso da parte di qualcuno, ma credo anche che i tempi nei quali queste azioni vengono proposte siano la cartina di tornasole che mostra in maniera chiara gli intenti. Penso anche che i cittadini non osservino soltanto le singole azioni, ma anche il percorso attraverso il quale un’azione politica si concretizza, e prima o poi saranno loro a giudicarci nuovamente.
Intercettare le opportunità, ecco, questo è il punto sul quale io non vedo ancora chiara l’azione di questo governo. Il tempo delle scelte non è più rinviabile, perché non scegliere significa scegliere di fare male a questo Paese.
C’è un sistema bancario da rafforzare. Io credo che questo sia il tema dei temi e non vedo ancora azioni e scelte chiare. E guardate che questo non è un aspetto secondario, perché senza ossigeno il Paese muore. Il paziente non sono sicuramente le banche, ma il paziente è il nostro Paese.
Servono quindi scelte che non devono vederci chiusi su noi stessi, perché dobbiamo portare avanti azioni coordinate anche con i territori vicini, ma non soltanto. Io, per esempio, lo devo citare, penso che il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale con la Provincia di Rimini vada in questa direzione e sia una delle tante possibilità che dobbiamo sicuramente cogliere e sviluppare.
Mi auguro che quest’Aula sia il luogo nel quale si realizzano azioni coordinate e concrete e non il luogo dove, di volta in volta, dobbiamo prendere atto di ciò che potevamo fare e che non è stato fatto.
Abbiamo una responsabilità enorme, non soltanto verso noi stessi, ma anche verso le generazioni future. Serve una politica che guardi in prospettiva, con capacità e coraggio.
Il coraggio di essere all’altezza di una realtà più grande, più competitiva e più integrata, perché non basta cambiare le norme, ma dobbiamo cambiare mentalità, soprattutto nella macchina pubblica.
Una pubblica amministrazione efficiente non è soltanto quella che svolge gli adempimenti, ma è quella che accompagna i cittadini e le imprese, che dialoga con le nuove tecnologie, che valorizza le competenze e che misura i risultati.
Serve l’impegno di tutti e serve anche un’informazione chiara alla cittadinanza, fuori da populismi inutili.
Io vorrei utilizzare il tempo che mi è concesso per parlare anche di un altro tema che penso sia di grande rilevanza, e che lo è non soltanto per la cronaca ma anche per la politica, ed è sicuramente la vicenda di Giochi del Titano.
Quello che è successo è stato una scossa, una scossa profonda, e in un momento delicatissimo, perché purtroppo questa vicenda è esplosa proprio nell’imminenza della firma dell’Accordo di associazione e sicuramente ha creato anche paura e preoccupazione.
Io non voglio tirare a indovinare, perché dare giudizi in questo momento significherebbe proprio tirare a indovinare. C’è una magistratura, anche estera, che sta facendo il proprio percorso. Attendiamo con rispetto e anche con fiducia che vengano chiarite tutte le posizioni.
Ma noi sicuramente, come politica, possiamo già cominciare a lavorare su quello che è successo. Perché prima di tutto dobbiamo porci una domanda precisa: che cosa possiamo fare per rafforzare i presidi di controllo in un’attività sulla quale, non dobbiamo nascondercelo, il Paese ha puntato?
Questo è importante perché c’è un’immagine che accompagna la sostanza e quello dell’immagine è un aspetto fondamentale per poter continuare a mantenere la sostanza delle attività.
Io non posso dire che sia facile, ma penso che Giochi del Titano sia un’attività che abbia seguito un percorso serio anche rispetto alle responsabilità e agli obblighi che le competono. Basti vedere che è stata ottenuta una certificazione anticorruzione in linea con le normative europee.
Questo è chiaro, è pubblico, e quindi non credo che sia una certificazione che si guadagni a punti. È una certificazione che è frutto di un percorso preciso, conforme a determinati standard, e su questo sicuramente dobbiamo ragionare. È sicuramente un punto a favore.
Però dobbiamo anche ragionare sul fatto che tutte le regole possono essere perfette, ma poi occorrono le persone giuste al posto giusto e occorre una totale assenza di conflitti di interesse.
Questo sicuramente è uno dei punti sui quali la politica ha l’obbligo di ragionare, per vedere se ci siano delle carenze o delle vulnerabilità sulle quali sia importante lavorare.
Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo nel sistema bancario, che è un sistema altrettanto sensibile e sul quale anche la politica ha lavorato tanto per recepire le norme europee.
Basti pensare ai passi avanti enormi che sono stati fatti per avere requisiti sempre più qualificati per le figure di governance, requisiti sempre più stringenti anche rispetto all’assenza di conflitti di interesse.
Basti pensare alla normativa Fit and Proper, che viene aggiornata periodicamente e che prevede requisiti sempre più rigorosi.
Io credo che sia questa la strada che dobbiamo seguire anche per le attività che riguardano il settore dei giochi, perché il sistema dei giochi non può essere da meno.
Su questo dobbiamo anche interrogarci se la nostra AIF, l’Agenzia di Informazione Finanziaria, abbia una dotazione adeguata di personale, di competenze e di strumenti per poter svolgere attività specifiche che sono nettamente diverse da quelle finanziarie.
Si tratta di attività che hanno caratteristiche differenti e che richiedono conoscenze e capacità di controllo specifiche.
Non voglio avanzare giudizi o attribuire colpe, sto soltanto ponendo dei quesiti.
Il tema dell’organo di vigilanza è assolutamente fondamentale, perché l’AIF ha chiaramente la competenza di effettuare verifiche e applicare sanzioni, ma non ha necessariamente la competenza di rimuovere figure o intervenire direttamente sugli organismi societari quando non possiedono determinati requisiti o quando si verificano determinate violazioni.
Su questo abbiamo ovviamente l’Ente di Stato dei Giochi, ma io credo che l’Ente di Stato dei Giochi, per quanto riguarda i requisiti e le competenze, debba viaggiare di pari passo con quella che è la vigilanza di Banca Centrale, soprattutto per quanto riguarda le competenze specifiche e i requisiti di onorabilità, professionalità e tutti gli altri elementi necessari per ricoprire determinati incarichi.
E su questi requisiti stringenti io credo che la politica debba lavorare non domani, ma già da oggi. Non occorre attendere le risposte delle indagini per cominciare a ragionare su quello che possiamo migliorare.
Valutiamo e verifichiamo che cosa c’è da fare e facciamolo, per essere un Paese all’altezza, un Paese che guarda all’Europa senza scorciatoie, ma che tiene ad avere un’immagine chiara e un posizionamento altrettanto chiaro.
Sicuramente avere norme adeguate su materie sensibili è il primo passo per guadagnare e consolidare una credibilità della quale questo Paese ha assolutamente bisogno e che deve essere sempre più rafforzata.
