Read in English
Attualità

Nasce Spaccio.AI, per insegnare a tutti a lavorare con l’intelligenza artificiale: centri di formazione e store a Roma, Torino e San Marino

Si chiama Spaccio.AI e vuole insegnare alle persone a usare l’intelligenza artificiale nel lavoro di ogni giorno. Prevede centri di formazione a Roma, Torino e San Marino, con un quarto già in cantiere in Lussemburgo, che saranno anche negozi dove trovare gli strumenti dell’AI.

Dietro c’è Strategic, società sammarinese che lavora su intelligenza artificiale e cybersecurity, che lo promuove insieme a partner internazionali con un investimento di circa 900mila euro in 3 anni.

Il nome è provocatorio. La sostanza no.

La regia è tutta sammarinese.

Il progetto parte da San Marino, guarda all’Italia e punta già oltre confine. Alla guida ci sono Luca Bartolini, direttore generale di Strategic, e Roberto Osler, socio ed esperto di database e sistemi informatici per grandi aziende.

L’AI è già entrata negli uffici, nei negozi e negli studi professionali, spesso dalla porta di servizio. C’è chi la usa di nascosto, chi ne ha paura, chi fa finta che non esista. Pochi hanno imparato a usarla davvero. Il rischio non è l’intelligenza artificiale. È non saperla usare.

Spaccio.AI parte da qui, con un’idea semplice: l’AI non ruba il lavoro a chi la sa usare e controllare. Al contrario, lo valorizza.

«L’AI è un amplificatore: se sei stupido ti fa fare cose ancora più stupide, se sei intelligente e competente lo diventi mille volte di più», spiega Bartolini. «Vogliamo che sia davvero al servizio delle persone e del lavoro, e non il contrario».

I centri non saranno semplici aule.

Saranno store verticali: si entra per imparare e si trovano anche gli strumenti, dai dispositivi ai programmi.

Formazione e prodotti stanno nello stesso posto, perché uno strumento senza competenza resta in un cassetto e la competenza senza strumenti resta teoria.

La formazione sarà dal vivo e in piccoli gruppi, dal livello base a quello avanzato, su ChatGPT, Claude, Gemini e gli altri strumenti che stanno cambiando il modo di lavorare.

Osler, che con questi strumenti lavora tutti i giorni, la mette così: «Vedo persone che hanno l’intelligenza artificiale a portata di mano e la usano come un motore di ricerca. Non serve saper programmare. Serve sapere cosa chiederle, come controllare quello che risponde e quando non fidarsi. Nei nostri centri si impara questo, con le mani sulla tastiera».

Oltre ai centri, il piano prevede eventi e corsi intensivi in tutta Italia.

Qualcuno lo chiamerà un corso di AI. In realtà è una scommessa di lungo periodo, che si regge su un’idea precisa: gli strumenti sono alla portata di tutti, le competenze no.

Il primo appuntamento è già fissato: venerdì 6 novembre, a San Marino, un incontro sulle basi dell’AI dedicato alle piccole imprese.

I posti sono pochi e in buona parte già occupati.

Nasce Spaccio.AI, per insegnare a tutti a lavorare con l’intelligenza artificiale: centri di formazione e store a Roma, Torino e San Marino