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Attualità

Una giornata storica: San Marino ha firmato l’accordo di associazione con l’Unione europea

San Marino ha firmato l’accordo di associazione con l’Unione europea. La sottoscrizione di oggi, 19 ottobre, a Bruxelles porta a compimento il negoziato e apre la strada alla partecipazione del Titano al mercato interno europeo.

A sottoscrivere l’intesa per la Repubblica è il segretario di Stato agli Affari esteri Luca Beccari, per la Commissione europea il commissario al Commercio Maroš Šefčovič. Alla cerimonia al Palazzo Berlaymont partecipa anche Andorra, che ha condiviso con San Marino il percorso negoziale.

Cosa cambia per imprese e cittadini

Il punto centrale è l’accesso al mercato interno secondo regole comuni, con condizioni di concorrenza leale. Per imprese, cittadini e amministrazioni pubbliche l’obiettivo è avere un quadro più certo nei rapporti economici con l’Unione.

Significa facilitare gli scambi commerciali, sostenere gli investimenti e rendere più agevole l’attività economica oltre confine. Un’integrazione che dovrà tenere conto delle specificità dei due piccoli Stati.

Perché non parte tutto subito

La firma non rende immediatamente operativo l’accordo. Restano passaggi istituzionali da completare sia sul versante europeo sia nei due Paesi associati.

Il Consiglio dell’Ue dovrà chiedere il consenso del Parlamento europeo prima di procedere alla conclusione dell’intesa. L’applicazione provvisoria sarà possibile quando le rispettive procedure di ratifica di San Marino e Andorra lo consentiranno.

Dopo la sottoscrizione, dunque, occorrerà completare il percorso necessario per far partire concretamente il nuovo rapporto con Bruxelles.

San Marino resta fuori dall’Unione

L’associazione non equivale all’ingresso nell’Unione europea. San Marino resta uno Stato terzo, che partecipa a una parte delle attività dell’Unione e recepisce le regole europee previste per quella partecipazione.

Il Titano non assume quindi tutti gli obblighi di uno Stato membro. Il rapporto si costruisce sugli ambiti coperti dall’intesa, con un avvicinamento economico e istituzionale più stretto rispetto a quello attuale.

Servizi finanziari, integrazione sotto verifica

Un capitolo specifico riguarda i servizi finanziari, per i quali l’integrazione sarà graduale e subordinata a condizioni precise. Non scatterà automaticamente con la firma.

Il percorso comprenderà una valutazione della solidità delle regole e dei sistemi di vigilanza di entrambi i Paesi. L’avvicinamento al mercato europeo, in questo settore, procederà attraverso verifiche dedicate.

Euro, aggiornati anche gli accordi monetari

Accanto all’associazione, l’Unione europea ha firmato anche l’aggiornamento degli accordi monetari con San Marino e Andorra. Lo scopo è risolvere le sovrapposizioni tra gli obblighi già esistenti e quelli previsti dal nuovo rapporto con l’Ue.

L’uso dell’euro è infatti già disciplinato separatamente: per Andorra l’accordo monetario risale al 2011, per San Marino al 2012. Gli aggiornamenti servono a coordinare questi impegni con quelli dell’associazione e a dare maggiore certezza alle regole da applicare.

Dalla ricerca all’ambiente, gli altri settori coinvolti

Il rapporto con Bruxelles si allargherà anche oltre l’economia. Sono previsti spazi di dialogo e cooperazione su ricerca e innovazione, istruzione, politiche sociali e ambiente.

Rientrano nello stesso quadro la tutela dei consumatori, la cultura e la cooperazione regionale. L’intesa comprende così diversi settori dell’attività pubblica, oltre agli scambi e agli investimenti.

La cerimonia seguita anche al Kursaal

La giornata della firma viene seguita anche sul Titano. Il Congresso di Stato ha organizzato al Kursaal, dalle 12, un appuntamento aperto a cittadini, istituzioni, forze politiche, categorie economiche e associazioni, con le immagini della cerimonia sul maxi schermo.

Dopo la sottoscrizione è previsto il discorso ufficiale della Reggenza da Palazzo Pubblico. San Marino RTV segue l’evento con una diretta da Bruxelles e collegamenti dedicati.

Un negoziato cominciato nel 2015

La firma arriva dopo oltre dieci anni dall’avvio delle trattative. Nel dicembre 2014 il Consiglio aveva autorizzato la Commissione europea ad aprire i negoziati con San Marino, Andorra e Monaco.

Il confronto era partito nel 2015. Nel settembre 2023 i negoziati con Monaco sono stati sospesi, mentre il percorso è proseguito con gli altri due Stati, arrivando alla conclusione nel dicembre dello stesso anno.

Nell’aprile 2024 la Commissione ha presentato le proposte per la firma, l’applicazione provvisoria e la conclusione dell’accordo. Nel luglio 2026 è arrivata l’autorizzazione del Consiglio alla firma e all’applicazione provvisoria.

Per San Marino questo passaggio si inserisce in una relazione diplomatica con le istituzioni europee avviata nel 1983. Nel tempo il rapporto si è sviluppato attraverso la cooperazione doganale, la tassazione dei redditi da risparmio e l’accordo monetario.

Il precedente del referendum del 2013

Il tema dell’Europa era già arrivato alle urne il 20 ottobre 2013, quasi esattamente tredici anni prima della firma di oggi. In quel caso ai cittadini era stato chiesto di esprimersi sull’avvio della procedura di adesione all’Unione.

I sì avevano prevalso di misura: 6.732 voti, pari al 50,28%, contro i 6.657 no, il 49,72%. Il quesito non aveva però raggiunto il quorum richiesto e non era passato.

Quella consultazione riguardava l’adesione. Il percorso arrivato oggi alla firma riguarda invece l’associazione, la cui applicazione resta legata al completamento delle procedure europee e delle ratifiche nei due Paesi.

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