Lo screening mammografico a San Marino resta annuale. Il segretario di Stato alla Sanità Massimo Andrea Ugolini lo ha ribadito oggi in IV Commissione: “La cadenza è annuale e si continua con questa modalità”. La conferma non chiude però il confronto politico. Le opposizioni parlano di un passo indietro rispetto al passaggio ai controlli ogni due anni. Governo e maggioranza replicano che il programma non è mai stato modificato.
Il punto di scontro è ciò che è stato prospettato nelle settimane precedenti. Emanuele Santi (Rete) sostiene che tra gli obiettivi assegnati alla Radiologia figurino già la rimodulazione biennale dello screening e una riduzione delle mammografie di almeno il 25 per cento rispetto al 2025. Per il consigliere non si tratta quindi soltanto di un approfondimento scientifico. Chiede spiegazioni sulla successiva conferma dei controlli annuali e solleva il tema del rapporto tra servizio pubblico e offerta privata.
Matteo Casali (RF) contesta soprattutto la comunicazione dei vertici sanitari e le preoccupazioni provocate dai riferimenti ai possibili rischi legati alla frequenza degli esami. “Non spetta a noi stabilire se la cadenza debba essere annuale o biennale: devono dirlo le evidenze scientifiche”, afferma. Chiede però chiarezza sul metodo seguito e sull’eventuale peso delle esigenze di risparmio.
Da Gaetano Troina (D-ML) arriva la richiesta, sostenuta da tutte le forze di opposizione, di mantenere lo screening annuale durante gli approfondimenti, rendere trasparente lo studio e legare qualsiasi futura modifica a evidenze scientifiche documentate. Troina precisa che non viene chiesto di fissare una scadenza alla ricerca, che deve avere il tempo necessario.
Per Guerrino Zanotti (Libera) queste garanzie esistono già. Il direttore sanitario Bertolini, sostiene, ha prospettato una verifica del modello sammarinese senza annunciare cambiamenti. “È stato ribadito che la cadenza dello screening è annuale, nessuno ha annunciato cambiamenti e si è detto che verrà avviato uno studio medico-scientifico per verificarne ulteriormente l’efficacia”.
Ugolini chiarisce che lo studio durerà cinque anni, coinvolgerà l’Osservatorio epidemiologico e passerà poi all’esame del Comitato di bioetica. L’obiettivo indicato è valutare scientificamente il modello adottato a San Marino. Il segretario respinge gli allarmi su un cambiamento del programma: “Se facciamo politica dobbiamo dare ai tecnici la possibilità di svolgere al meglio il proprio lavoro, proseguire lo studio, fare prevenzione e rassicurare i nostri concittadini”.
Sul fronte delle liste d’attesa in Radiologia, Ugolini indica turnazioni, nuove modalità organizzative, prestazioni aggiuntive ed eventuali nuove risorse. Nega un orientamento verso la privatizzazione e sostiene la necessità di garantire risposte nell’ISS, senza costringere i cittadini a rivolgersi al privato.
Nel finale Casali torna sulla necessità di verifiche interne per la gestione della vicenda e per le dichiarazioni che, a suo giudizio, hanno creato allarme tra le cittadine. “La politica non può sostituirsi alla medicina o alla scienza, ma deve indicare un percorso”.
Andrea Ugolini (PDCS), a nome della maggioranza, respinge la lettura delle opposizioni e difende l’autonomia delle valutazioni scientifiche. “Il Comitato esecutivo non torna indietro sulle scelte, perché non è mai andato avanti”. La richiesta delle minoranze viene respinta con 8 voti contrari e 3 favorevoli.
