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Attualità

San Marino, violenza di genere: più tutele per chi denuncia e aiuti economici alle vittime. Ecco cosa prevede l’Odg della maggioranza

Più protezione per le vittime di violenza, maggiori garanzie per chi segnala gli abusi, aiuti economici per ricominciare una vita autonoma e percorsi di recupero per gli uomini maltrattanti. Sono alcuni dei punti contenuti nell’ordine del giorno approvato oggi, mercoledì 14 ottobre, dalle Commissioni consiliari seconda e quarta riunite in seduta congiunta, al termine del confronto sulla violenza di genere e domestica a San Marino.

Il testo, presentato dalla maggioranza e letto in aula da Guerrino Zanotti (Libera), contiene dieci impegni rivolti al Congresso di Stato. Non si tratta di misure che entrano immediatamente in vigore: per diversi interventi viene chiesto al Governo di valutarne la fattibilità e, dove necessario, di predisporre le modifiche normative e organizzative.
Il primo fronte riguarda la prevenzione e la possibilità di riconoscere tempestivamente situazioni di violenza o maltrattamento. L’ordine del giorno punta a rafforzare il ruolo delle scuole, attraverso l’educazione al rispetto, la formazione degli operatori e una maggiore collaborazione con le famiglie e i servizi sociosanitari. L’obiettivo è intercettare i segnali di disagio prima che le situazioni peggiorino.

Uno dei passaggi più significativi riguarda la tutela di chi segnala un sospetto abuso. Le Commissioni chiedono al Governo di valutare il ripristino di una garanzia esplicita sulla riservatezza dell’identità del segnalante, già prevista dall’articolo 19 della legge 97 del 2008. La questione riguarda in particolare insegnanti, operatori sanitari e altre figure professionali che, nello svolgimento del proprio lavoro, possono venire a conoscenza di possibili maltrattamenti e sono tenute a segnalarli. L’intenzione è rafforzare le garanzie per queste persone, evitando che il timore di conseguenze personali possa ostacolare le segnalazioni.

Si apre inoltre alla possibilità di ampliare i casi in cui la giustizia può intervenire anche senza una denuncia della vittima. È il tema della procedibilità d’ufficio: per determinati reati, l’autorità giudiziaria può avviare o proseguire il procedimento indipendentemente dalla presentazione di una querela. L’ordine del giorno chiede di valutare un’estensione di questo meccanismo ai reati di violenza domestica e di genere, per rafforzare la protezione delle persone coinvolte, anche quando non riescono o non se la sentono di denunciare.
Un altro capitolo riguarda l’indipendenza economica delle vittime, spesso decisiva per riuscire a uscire da una relazione violenta.

Il Governo viene impegnato a prevedere forme di sostegno economico e strumenti di microcredito, cioè piccoli finanziamenti che possano aiutare la persona a ricostruire la propria autonomia. Accanto a questo viene chiesto di facilitare l’accesso a un’abitazione indipendente, una volta terminata la fase di prima accoglienza nelle strutture protette.

Il documento affronta anche il funzionamento della rete dei servizi. In particolare, si chiede di valutare il potenziamento del centro d’ascolto per le vittime di violenza di genere, verificando la necessità di personale aggiuntivo e di professionalità specifiche, soprattutto nel sostegno psicologico e sociale. Il riferimento è al sistema di coordinamento introdotto dal decreto delegato 161 del 2024, che attribuisce questa responsabilità al direttore del Dipartimento territoriale sociosanitario.

Previsto inoltre un possibile rafforzamento degli strumenti informativi condivisi tra i servizi, per seguire i percorsi delle vittime e verificare se gli interventi messi in campo funzionano davvero.
Tra le proposte compare anche l’istituzione di una figura imparziale, sul modello dell’ombudsman, con compiti di ascolto, orientamento e supporto nella gestione dei conflitti familiari. L’eventuale figura dovrebbe favorire, dove possibile, soluzioni al di fuori delle aule giudiziarie, rispettando le competenze dei servizi e garantendo la tutela delle persone vulnerabili. Anche in questo caso si tratta di un’ipotesi da valutare, non di un nuovo organismo già istituito.

Un punto specifico è dedicato agli autori e ai potenziali autori di violenza. Le Commissioni chiedono di sostenere percorsi di trattamento e prevenzione rivolti a queste persone, anche attraverso accordi con associazioni qualificate del territorio e valutando forme di finanziamento pubblico. L’obiettivo è intervenire anche sui comportamenti di chi esercita violenza, affiancando alla protezione delle vittime strumenti per contrastare il rischio che gli episodi si ripetano.

Il documento prende le mosse dai dati esaminati durante i lavori consiliari, relativi al rapporto penale 2022-2026 e alle segnalazioni e prese in carico dei servizi di Salute mentale e Tutela minori, aggiornate rispettivamente al 31 dicembre 2025 e al 30 giugno 2026. Numeri che, secondo le Commissioni, confermano la rilevanza del fenomeno e il coinvolgimento significativo di donne e minori.

Il confronto politico non si chiuderà con il voto di oggi. L’ultimo impegno prevede infatti la convocazione di una nuova seduta congiunta delle Commissioni seconda e quarta entro il 28 febbraio 2027, con l’audizione dell’Authority per le pari opportunità, dopo la presentazione della sua relazione annuale prevista per il 25 novembre.

Sarà l’occasione per tornare sui dati aggiornati e approfondire le misure di contrasto alla violenza di genere. Il passaggio successivo spetterà ora al Congresso di Stato, chiamato a dare seguito agli indirizzi approvati, distinguendo gli interventi da realizzare dalle proposte che richiederanno ulteriori valutazioni.

San Marino, violenza di genere: più tutele per chi denuncia, aiuti economici alle vittime. Ecco cosa prevede l’Odg della maggioranza