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Attualità

Caro carburanti, Meloni valuta il taglio delle accise. Intanto è corsa ai distributori di San Marino

Mentre il governo italiano valuta un nuovo intervento sulle accise per frenare il caro carburanti, a San Marino continua la corsa al pieno. Negli ultimi giorni numerosi automobilisti, molti dei quali arrivati dall’Italia, hanno raggiunto i distributori del Titano attirati dalla differenza di prezzo. All’Eni di Borgo Maggiore l’afflusso è stato tale che nel fine settimana benzina e gasolio sono terminati, costringendo il gestore ad attendere un nuovo rifornimento.

Il motivo è soprattutto economico. Nei giorni scorsi nello stesso impianto sammarinese la benzina era indicata a 1,74 euro al litro e il diesel a 1,99 euro. Alle tariffe più basse si aggiunge il meccanismo sammarinese che prevede un ritorno di 20 centesimi al litro sulla Smac, misura prorogata fino al 31 ottobre. Il vantaggio è accessibile, previa registrazione, anche ai non residenti.

Una situazione che rende ancora più atteso quanto potrebbe accadere in Italia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che il governo è pronto a intervenire nuovamente, in particolare attraverso il meccanismo delle accise mobili. A settembre, ha spiegato la premier al termine del vertice Med9 di Spalato, ci sarebbero circa 170 milioni di euro disponibili per questo obiettivo.

La decisione, però, non è stata ancora presa. L’esecutivo sta valutando se utilizzare subito queste risorse oppure conservarle per intervenire una volta terminate le attuali misure di contenimento. Molto dipenderà anche dalla tenuta del price cap, il tetto applicato ai prezzi da alcune compagnie.

L’ipotesi delle accise mobili è stata confermata anche dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Il meccanismo permetterebbe, in sostanza, di utilizzare il maggiore gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti per finanziare una riduzione delle accise.

Nel frattempo San Marino continua a rappresentare un’alternativa conveniente soprattutto per chi vive a poca distanza dal confine. Nei giorni scorsi si sono viste code di auto con targa italiana e anche automobilisti arrivati con taniche da riempire. Su un pieno da 50 litri, sulla base dei prezzi rilevati nei giorni scorsi, il risparmio rispetto alle tariffe Eni indicate in Italia arrivava a circa 12,50 euro per la benzina e 10 euro per il diesel.

Parallelamente Roma sta chiedendo all’Unione europea maggiore flessibilità sui conti pubblici per affrontare gli effetti dell’inflazione. Secondo Meloni, l’aumento dei prezzi comporta infatti miliardi di euro di spese automatiche aggiuntive per lo Stato, dagli adeguamenti di pensioni e assegno unico fino ai maggiori costi delle opere previste dal Pnrr.