Read in English
Attualità

Bugli all’Uip: “La fiducia non si decreta. Si conquista”. Ad Arusha il capo delegazione sammarinese richiama ascolto, responsabilità e partecipazione dei giovani

La fiducia nelle istituzioni si costruisce dando ai cittadini la possibilità di partecipare e chiedendo a chi governa di rispondere delle proprie decisioni. È il tema al centro dell’intervento di Lorenzo Bugli, capo della delegazione di San Marino alla 153ª Assemblea dell’Unione interparlamentare, in programma ad Arusha, in Tanzania, dal 5 al 9 ottobre.

Nel dibattito generale, dedicato al buon governo, all’inclusione e alle opportunità per tutti, Bugli ha richiamato l’esperienza sammarinese e il contributo che anche un piccolo Stato può offrire al confronto internazionale. “Siamo piccoli. Lo sappiamo. Ma la storia ci ha insegnato una cosa: la dimensione di uno Stato non misura la grandezza delle sue idee”.

Il punto di partenza è la crisi di fiducia nei governi. Citando i dati dell’indagine Ocse del 2024, Bugli ha ricordato che il 44% dei cittadini intervistati dichiara poca o nessuna fiducia nel proprio governo. Una distanza che cambia sensibilmente in base alla percezione di essere ascoltati.

“Tra i cittadini che sentono di avere voce in capitolo, la fiducia sale al 69 per cento. Tra chi si sente escluso, precipita al 22. La fiducia, dunque, non è un sentimento. È una relazione. E le relazioni si costruiscono in un modo solo: ascoltando”.

Da qui il richiamo alla responsabilità di chi esercita il potere, attraverso due istituzioni sammarinesi: la Reggenza semestrale e l’Istanza d’Arengo. “Dal 1243 la nostra Repubblica è guidata da due Capi di Stato, i Capitani Reggenti. Restano in carica sei mesi. Non uno di più. E al termine del mandato devono rispondere del proprio operato. Un potere breve, condiviso e chiamato a rendere conto. È un’idea antica. È un’idea che non invecchia”.

L’Istanza d’Arengo, ha spiegato Bugli, consente invece ai cittadini di rivolgersi direttamente alle istituzioni due volte l’anno, con la garanzia che la richiesta venga esaminata.

Un altro passaggio riguarda la presenza dei giovani nei parlamenti. Nell’intervento, Bugli ha citato i dati dell’Uip sulla ridotta rappresentanza degli under 30 e ricordato la propria esperienza come capitano reggente a 31 anni.

“Io ho avuto l’onore di servire il mio Paese come Capo di Stato a trentun anni. Lo dico senza vanto, perché non è un merito mio. È la prova che si può fare. Un parlamento che esclude la generazione che vivrà più a lungo con le sue decisioni non governa. Amministra il presente, a spese del futuro”.

Bugli ha poi richiamato le parole di Papa Leone XIV durante la visita a San Marino, ricordando il riferimento alla Repubblica come possibile “laboratorio di buona politica”. Un concetto collegato alla necessità di verificare gli effetti delle scelte pubbliche e correggerle quando necessario.

“Un laboratorio, colleghi, non pretende di avere tutte le risposte. Sperimenta. Misura. Corregge. È ciò che ci chiede questo dibattito: decisioni fondate sui dati, l’onestà di valutare i risultati, l’umiltà di cambiare rotta”.

Nel discorso hanno trovato spazio anche la tradizione di accoglienza sammarinese, attraverso il ricordo dei profughi ospitati durante la guerra nel 1944, e il rapporto tra tecnologia e democrazia. Per Bugli, gli strumenti tecnologici devono restare al servizio delle persone: “Può avvicinare le istituzioni ai cittadini, o sommergerle nel rumore. Può allargare la partecipazione, o darne soltanto l’illusione. Deve restare al servizio della persona”.

La conclusione è tornata al legame tra libertà, fiducia e responsabilità politica. “La fiducia non si decreta. Si conquista. Una decisione alla volta. Un cittadino alla volta”, ha affermato Bugli, prima di richiamare le parole attribuite dalla tradizione al fondatore Marino: “Relinquo vos liberos”.

“Non saremo ricordati per il potere che abbiamo esercitato. Saremo ricordati per la libertà, e per la fiducia, che avremo lasciato a chi verrà dopo”.

Bugli all’Uip: “La fiducia non si decreta. Si conquista”. Ad Arusha il capo delegazione sammarinese richiama ascolto, responsabilità e partecipazione dei giovani