Angelina B. è nata il 30 settembre alle 19:05 all’Ospedale di Stato di San Marino e, pochi giorni dopo, ha già scritto la sua prima lettera: un ringraziamento pubblico al reparto di Ostetricia e Ginecologia, dove «mi hanno trattato tutti come una principessa». La firma è sua; la mano, con ogni probabilità, di mamma e papà.
Il racconto comincia prima del debutto. «Mi avevano avvertito, quando ero nel pancino, che sarebbe stata una cosa bellissima la vita», scrive Angelina. Con una riserva: il mondo certe volte non va come dovrebbe, «a causa di brutte e cattive persone che pensano troppo solo a se stesse».
Poi è arrivata la prova dei fatti. La prima cosa «vista e vissuta» è stata l’ospedale di San Marino, e il verdetto non si è fatto attendere: «Debbo dire che al momento questo mondo mi sta piacendo».
Il merito, nella lettera, ha un indirizzo preciso. «Mi hanno fatto nascere, mi hanno coccolata, curata, controllata», elenca la neonata, e lo stesso trattamento è toccato alla sua mamma. Al personale riconosce «la passione e la dedizione che ci mettono nel loro lavoro» e, soprattutto, «la loro bontà»: «Non finirò mai di ringraziarle tutte».
Alle istituzioni, di solito, si scrive per protestare. Angelina esordisce al contrario, e lo fa in una Repubblica dove ogni nascita pesa: secondo il Bollettino dell’Ufficio Nazionale di Statistica, nel primo semestre del 2026 se ne sono registrate 66, sedici in meno dello stesso periodo del 2025.
La chiusura è di una che ha già capito come si fa: «Un grazie e un bacio a tutto il reparto! Vi voglio bene!». Firmato: «La vostra Angelina B.».
