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Attualità

Rimini piange Saim Myrtaj, sindacati in presidio dopo la morte nel cantiere

Saim Myrtaj. È il nome dell’operaio morto dopo la terribile caduta da un ponteggio in un cantiere di Rimini. Un nome che questa mattina, martedì 6 ottobre, è stato scandito davanti alla Prefettura durante il presidio organizzato dai sindacati per chiedere ancora una volta più sicurezza sul lavoro.

Una trentina di persone si sono ritrovate in via IV Novembre con le bandiere di Cgil, Cisl e Uil. Al centro della mobilitazione la tragedia avvenuta lunedì in via Coletti, a Rivabella, dove Myrtaj è precipitato mentre era impegnato nel cantiere di una palazzina.

La dinamica è ancora al vaglio degli organi competenti. L’operaio si trovava sul ponteggio quando è caduto riportando ferite gravissime. Immediata la macchina dei soccorsi: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e successivamente l’elisoccorso. Dopo essere stato stabilizzato, Myrtaj è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena.

Una corsa contro il tempo che purtroppo non è bastata. Le condizioni dell’uomo erano troppo gravi e il lavoratore è morto a causa delle conseguenze della caduta.

Adesso toccherà agli accertamenti fare piena luce su quanto successo: dovrà essere ricostruita la dinamica dell’incidente e verificato il rispetto delle condizioni di sicurezza all’interno del cantiere.

Intanto la risposta dei sindacati è arrivata già questa mattina. Cgil, Cisl e Uil si sono presentate unite davanti alla Prefettura per riportare al centro un tema che, dopo l’ennesima vittima, torna drammaticamente d’attualità. La Cgil, annunciando il presidio, aveva parlato di una «strage quotidiana nei luoghi di lavoro», chiamando a raccolta lavoratori e cittadini.

Sulla morte di Myrtaj è intervenuto anche il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, esprimendo il cordoglio della città e chiedendo che venga fatta chiarezza sull’accaduto.

«Esprimo il mio profondo cordoglio a nome della Città per la morte dell’operaio deceduto a seguito di un incidente avvenuto in un cantiere edile in via Coletti. Un lutto che ferisce l’intera comunità e un episodio sul quale confidiamo le autorità competenti facciano presto luce».

Il primo cittadino allarga poi il ragionamento al problema degli incidenti mortali sul lavoro. «Al di là degli esiti degli accertamenti, resta il dolore per un dramma che purtroppo è solo l’ultimo di una scia di cosiddette morti bianche che pare interminabile. Una piaga inaccettabile e che può essere arginata solo con un’assunzione di responsabilità collettiva tra istituzioni, imprese, sindacati».

Sadegholvaad richiama anche i protocolli sottoscritti negli ultimi anni dal Comune, a partire da quello firmato a marzo con i sindacati sulla qualità, la legalità e la tutela dei lavoratori negli appalti e nelle concessioni comunali, oltre all’accordo del 2023 con la Prefettura sulla prevenzione e la sicurezza nel settore edile.

Per il sindaco servono però anche più controlli, più strumenti per chi deve vigilare e un cambio di passo sul piano normativo. «Prevenzione, rispetto delle regole e controlli per affermare una cultura in cui la sicurezza non sia considerata un adempimento o un costo, ma la condizione imprescindibile di ogni rapporto di lavoro. Una sola vittima sul lavoro è una vittima di troppo».

Rimini piange Saim Myrtaj, sindacati in presidio dopo la morte nel cantiere