Verificare i controlli, discutere la durata degli incarichi e valutare i rischi dello Stato nel doppio ruolo di proprietario e responsabile della vigilanza. Il Partito dei Socialisti e dei Democratici interviene sulla vicenda della Giochi del Titano, chiedendo che la risposta politica vada oltre la gestione dell’emergenza e gli accertamenti giudiziari.
“La politica deve andare oltre l’indagine. Ci sono questioni sul settore del gioco che si possono e si devono affrontare già adesso, senza aspettare l’esito del procedimento”, si legge nel comunicato. Gli aspetti giudiziari, precisa il PSD, spettano alla magistratura, alla quale deve essere garantita piena collaborazione, soprattutto quando è coinvolta un’azienda dello Stato.
Il partito parte dalla scelta della gestione pubblica, compiuta circa vent’anni fa, attribuendole il superamento di una fase segnata da contrasti politici e interessi privati. “Gradualmente la Giochi del Titano è cresciuta, il conflitto politico si è spento e i risultati economici hanno preso il posto delle polemiche. Quella scelta ha funzionato. Riconoscerlo, però, non significa sottrarla a una verifica”.
Al centro della richiesta c’è l’adeguatezza delle regole e dei meccanismi di vigilanza. “Il gioco muove denaro e produce entrate importanti. Comporta anche rischi di dipendenza, riciclaggio e infiltrazioni criminali. Va governato per quello che è, senza moralismi e senza confondere i risultati economici con la sicurezza del settore”, afferma il PSD.
La verifica proposta riguarda i controlli interni, gli organi societari, l’Ente di Stato dei Giochi e l’Agenzia di Informazione Finanziaria, ciascuno per le proprie competenze. “Fare questa verifica non significa incolpare nessuno. Significa voler rafforzare le garanzie per l’azienda e per lo Stato”.
Il comunicato pone anche il tema della proprietà pubblica. Lo Stato, osserva il partito, è contemporaneamente proprietario, beneficiario delle entrate e responsabile della vigilanza. “Questo assetto comporta dei rischi. La redditività può indurre ad abbassare l’attenzione. E quando una vicenda grave investe l’azienda, il danno d’immagine ricade direttamente sulla Repubblica”. Per il PSD sono aspetti da esaminare “senza conclusioni già scritte”.
Un passaggio specifico riguarda la permanenza di Caronia alla guida della società dal 2009. “Caronia guida la Giochi del Titano dal 2009, con risultati economici importanti. Ma diciassette anni nello stesso ruolo pongono una questione che resta distinta dagli accertamenti giudiziari”.
Da qui la richiesta di affrontare il tema della rotazione, anche in altri ambiti: “Nei settori più delicati, una permanenza così lunga può rendere l’azienda troppo dipendente da un solo dirigente. La politica deve individuare, anche oltre il gioco, i ruoli nei quali prevedere rotazione e limiti alla durata degli incarichi, salvaguardando competenze e continuità”.
Nell’immediato, il PSD indica come priorità la continuità aziendale, la tutela dei lavoratori, il contenimento dei rischi per le entrate pubbliche e la collaborazione con gli inquirenti. A sostegno del peso economico della società, il partito riporta i dati del 2025: oltre 13,7 milioni di euro di imposte e circa 8,5 milioni di utili, con più di cento tra dipendenti e collaboratori.
Parallelamente, sollecita una diversificazione delle fonti di reddito del Paese attraverso l’Agenda per la crescita, da collegare alle opportunità dell’Accordo di associazione. “Servono investimenti ambiziosi e nuove attività sostenibili, capaci di produrre reddito, lavoro ed entrate consistenti. Restare fermi significa perdere opportunità e lasciare il bilancio pubblico troppo esposto alle sorti di singoli settori”.
La conclusione richiama la necessità di interventi sull’intera struttura: “La Giochi del Titano è una risorsa importante per il Paese. Proprio perché vogliamo tutelarla, riteniamo che la risposta non possa esaurirsi nella sostituzione di un dirigente. Serve verificare l’organizzazione e i controlli, e riflettere con serietà sul futuro del settore”.
