Un Patto per il potere d’acquisto e la produttività, affiancato da interventi mirati contro il caro vita. È la proposta di Gemma Cesarini, consigliera di Libera, che in una nota mette a confronto l’andamento dei prezzi e dei redditi familiari a San Marino e sollecita un percorso condiviso tra istituzioni e parti sociali.
Secondo i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica riportati da Cesarini, tra il 2018 e il 2025 i prezzi al consumo sono aumentati complessivamente di circa il 17%. Nel solo 2025 la crescita è stata del 2,3%, con incrementi più marcati per alcune voci della spesa: alimentari e bevande analcoliche hanno registrato un aumento del 3,7%, le carni del 6,5%, pane e cereali del 4,3%, mentre caffè, tè e cacao sono saliti del 15,9%.
Sul versante dei redditi, la consigliera richiama l’Indagine sui consumi e sullo stile di vita delle famiglie sammarinesi: nel 2024 il reddito medio annuo familiare risultava pari a 42.995 euro, il 2,8% in più rispetto al 2018. Il confronto, precisa, richiede alcune cautele: “Reddito familiare e stipendio individuale non sono la stessa cosa e questi dati non possono essere utilizzati come misura diretta delle retribuzioni. Inoltre, le due indagini sul reddito hanno adottato metodologie diverse. Il confronto resta però significativo: il reddito medio familiare non è cresciuto allo stesso ritmo del livello generale dei prezzi”.
Per Cesarini, il recupero del potere d’acquisto deve accompagnarsi alla crescita dell’economia. “Per questo non basta chiedere aumenti salariali. Le retribuzioni devono recuperare il potere d’acquisto, ma contemporaneamente deve crescere anche la ricchezza prodotta dal Paese. Non possiamo chiedere semplicemente che corrano gli stipendi. Dobbiamo fare correre insieme agli stipendi anche la produttività, gli investimenti, l’innovazione e la crescita”.
Da qui l’ipotesi di un sistema permanente di monitoraggio e confronto su prezzi, redditi, retribuzioni e produttività. La proposta non prevede un collegamento automatico tra inflazione e stipendi: “Non un automatismo che colleghi meccanicamente prezzi e stipendi, perché sarebbe difficile da applicare e non terrebbe conto delle diverse condizioni di imprese e settori. Piuttosto, un sistema permanente di monitoraggio e confronto sull’andamento di prezzi, redditi, retribuzioni e produttività”.
L’obiettivo indicato è intervenire prima che gli squilibri si consolidino, tenendo insieme la tutela dei lavoratori e la sostenibilità per le imprese. “Se invece le imprese crescono, investono e diventano più produttive, una parte maggiore di quel valore deve poter tornare anche a chi lavora. Non un automatismo salariale, ma un automatismo del confronto”.
Accanto a questo percorso, Cesarini propone misure selettive e temporanee per le famiglie più in difficoltà. La sperimentazione dell’ICEE, una volta pienamente operativa, potrebbe consentire di indirizzare meglio le risorse pubbliche. Nel frattempo, la consigliera suggerisce di utilizzare la SMaC attraverso un progetto denominato “SMaC al potere d’acquisto”.
“La SMaC potrebbe invece diventare, nella fase transitoria, uno strumento per sostenere direttamente il potere d’acquisto delle famiglie più in difficoltà, attraverso un credito aggiuntivo e temporaneo da utilizzare negli esercizi che decidono, su base volontaria, di aderire al progetto ‘SMaC al potere d’acquisto’”, scrive Cesarini.
La misura non consisterebbe in un aumento generalizzato dello sconto, ma in un sostegno mirato, da affinare con lo sviluppo dell’ICEE. “L’obiettivo non sarebbe alterare stabilmente i prezzi o scaricare nuovi costi sugli operatori, ma utilizzare un’infrastruttura già esistente per concentrare temporaneamente le risorse sulle famiglie che ne hanno maggiore bisogno e sostenere i consumi sul territorio”.
La riflessione si estende infine alla questione demografica, alle opportunità per i giovani, agli investimenti delle imprese e all’integrazione europea. “La sfida non è scegliere tra stipendi più alti e imprese competitive, tra welfare e sviluppo, tra residenti e frontalieri. Dobbiamo costruire un sistema nel quale queste componenti possano rafforzarsi reciprocamente”, conclude la consigliera.
