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Attualità

Furto alla Banca di San Marino, i danneggiati chiedono risarcimenti certi

Un tavolo di confronto per definire tempi e criteri certi per i risarcimenti. È la richiesta avanzata dai titolari delle cassette di sicurezza violate durante il furto al caveau della Banca di San Marino, nella sede centrale di Faetano, avvenuto tra il 30 gennaio e il 1° febbraio 2026. Un loro rappresentante ha presentato il 4 ottobre un’istanza d’Arengo ai Capitani Reggenti, chiedendo misure di sostegno e tutela per i cittadini coinvolti.

Al centro dell’iniziativa c’è la mancanza di risposte sui ristori, denunciata dai firmatari a distanza di mesi dall’accaduto. “A distanza di mesi dall’accaduto, ci troviamo purtroppo a dover denunciare una complessa situazione di stallo. Nonostante il tempo trascorso, non sono ancora emersi elementi di chiarezza da parte dell’istituto o della sua compagnia di assicurazione per quanto riguarda i termini, le modalità e le precise tempistiche per l’avvio dei ristori”, si legge nell’istanza.

I titolari delle cassette ribadiscono la propria fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, distinguendo il percorso delle indagini dalla necessità di avviare un confronto sulle richieste dei danneggiati. “Siamo pienamente consapevoli della complessità di questa fase correlata alle indagini ancora in corso da parte dell’Autorità Giudiziaria. A questo proposito gli odierni istanti desiderano ribadire la massima e incondizionata fiducia nell’operato della Magistratura sammarinese, certi che il lavoro dei Giudici e delle forze dell’ordine stia compiendo ogni sforzo per fare piena luce sulla vicenda”.

Il documento pone però un punto preciso: “Tuttavia, riteniamo che il necessario riserbo investigativo non debba e non possa tradursi in un blocco delle risposte e dei percorsi di risoluzione delle doglianze dei titolari di cassette di sicurezza”.

La richiesta riguarda anche le conseguenze personali del furto. Nelle cassette erano custoditi beni, risparmi e ricordi familiari, sottolineano i firmatari: “Dietro a ogni cassetta di sicurezza violata c’erano beni – preziosi dal punto di vista economico o affettivo – risparmi e ricordi familiari, spesso frutto di una vita di sacrifici. Per questo motivo, molte persone si trovano oggi a dover gestire una situazione emotiva – se non anche economica – di incertezza”.

La proposta è di coinvolgere le Segreterie di Stato competenti, le autorità di vigilanza, i vertici della banca e i rappresentanti del Comitato dei danneggiati. Il tavolo dovrebbe costruire percorsi di sostegno e coordinamento legale e burocratico, con l’obiettivo di gestire i risarcimenti secondo criteri e scadenze definiti.

Nel comunicato che accompagna l’istanza, il gruppo richiama anche le ripercussioni della vicenda sul sistema bancario: “Si ritiene che la gravità di quanto avvenuto e il numero dei soggetti coinvolti impongano necessariamente una riflessione ed una risposta “di sistema” dal momento che sono anche la credibilità e la sicurezza dei nostri istituti bancari ad essere stati intaccati”.

L’appello conclusivo è rivolto alla politica: “Confidiamo che la politica, in modo coeso, sappia cogliere questa richiesta di aiuto, trasformando l’attenzione verso il problema in provvedimenti utili e tempestivi”.